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L'Italia non aderisce alla dichiarazione Ue su Blockchain. Tamburrano (M5s): una volta al governo rimedieremo

L'Italia non aderisce alla dichiarazione Ue su Blockchain. Tamburrano (M5s): una volta al governo rimedieremo

Il governo è diviso tra il Ministero dello Sviluppo favorevole ed altri contrari

Bruxelles – “L’Europa deve giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo delle tecnologie Blockchain. La dichiarazione che stabilisce la European Blockchain Partnership cui hanno aderito 22 paesi europei tra cui addirittura il Regno Unito è una buona notizia. Dispiace che l’Italia abbia snobbato questo appuntamento con il futuro”. Se ne lamenta il deputato europeo dei 5 Stelle Dario Tamburrano, il quale stigmatizza come il governo italiano non abbia sottoscritto la dichiarazione che stabilisce la European Blockchain Partnership, firmata a Bruxelles da 22 Paesi europei (21 dell’Ue più la Norvegia).

La mancata adesione italiana arriva, dice il deputato “proprio quando le problematiche relative a tutela e sicurezza dei dati personali sono argomenti di recente attualità”, e “la tecnologia blockchain sta già entrando nella vita quotidiana di cittadini e imprese, solo per citare alcuni esempi, nella gestione dello scambio di energia, della logistica, la tutela dei dati personali, sanitari e della proprietà intellettuale, sicurezza dei registri pubblici come catasto o anagrafe. Una volta al governo rimedieremo a questa scelta miope”.

Il governo (dimissionario) italiano, a quanto si apprende, è diviso sulla questione. Il ministero dello Sviluppo economico sarebbe stato pronto a sottoscrivere il documento, ma altre amministrazioni (al momento non si è riusciti a sapere quali) avrebbero imposto il freno. Sta di fatto che dal dicastero di carlo Calenda fanno sapere che la mancata firma “non è una dimenticanza ma una scelta precisa, legata al fatto che “i termini, molto impegnativi, andavano negoziati con gli stakeholders prima di arrivare a una dichiarazione”.
“Il Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo – ricorda Tamburrano – ha proposto già lo scorso anno un progetto pilota, che è stato approvato e finanziato nel bilancio Ue 2018, per l’impiego della tecnologia blockchain negli scambi di energia fra prosumer, saltando l’intermediazione di operatori elettrici e finanziari e i costi che ne derivano per i cittadini”.

“Siamo già al lavoro in Europa anche nel gettare le basi dei futuri quadri regolatori della blockchain in tutti i settori. Siamo gli unici in Italia – sostiene Tamburrano – a volere e potere portare l’Italia nel futuro dove finora tutti gli altri hanno fallito”.