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Malmstrom: "Esenzioni a dazi su acciaio sia permanente, non negoziamo con Trump"

Il commissario per il Commercio chiarisce che l'Ue non intende offrire nulla in cambio per un qualcosa garantito dal Wto. "Pronti a contromisure". Chiesto a Parlamento e Consiglio la ratifica di accordi con Singapore e Giappone

Strasburgo – L’Unione europea non chiede sconti né trattamenti di favore, e “non negozia” nulla di tutto questo con gli Stati Uniti. In tema di commercio l’Ue rivendica il diritto di essere trattata come prevedono le regole del Wto, l’organizzazione mondiale per il commercio, ed è pronta allo scontro con gli Stati Uniti, se necessario. Lo ribadisce il commissario per il Commercio, Cecilia Malmstrom, in occasione dell’annuncio della richiesta di ratifica degli accordi con Giappone e Singapore.

Malmstrom torna sulla decisione del presidente Usa, Donald Trump, di imporre dazi alle importazioni di acciaio e alluminio. Per il momento sono stati colpiti solo i prodotti cinesi, mentre quelli ‘made in EU’ sono stati esentati, seppur in via provvisoria, fino all’1 maggio. “Stiamo chiedendo esenzioni permanenti, ma non stiamo offrendo nulla in cambio”, sottolinea Malmstrom. “Non stiamo negoziando nulla” in tal senso, ribadisce. “Non pensiamo che le proposte degli Stati Uniti siano in linea con le regole Wto”. Ad ogni modo “stiamo preparando le nostre contromisure” qualora dovessero partire le misure anti-acciaio e anti-alluminio della Casa Bianca, che la commissaria europea invita alla cautela. “Un deterioramento nelle relazioni commerciali Usa-Cina può essere un problema per tutti”.

Intanto l’Ue si prepara a varare nuovi accordi commerciali, con Singapore e Giappone. La Commissione europea ha chiesto a Parlamento e Consiglio Ue di ratificare gli accordi, “negoziati a nome dei Ventotto”. Una precisazione non casuale quella di Malmstrom. Per i britannici questi accordi rischiano di avere durata breve. Dopo l’uscita dall’Ue il Regno Unito “uscirà dagli accordi commerciali che abbiamo negoziato anche a suo nome e dovrà rinegoziare tutto per conto proprio”.

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