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    Home » Economia » Prodotti biologici: Il Parlamento Ue approva regole rigide per import. Italiani tutti contro

    Prodotti biologici: Il Parlamento Ue approva regole rigide per import. Italiani tutti contro

    Coltivatori italiani arrabbiatissimi "standard abbassati". Le nuove regole prevedono controlli più rigorosi lungo tutta la catena di approvvigionamento, contrasto alla contaminazione, totale rispetto degli standard Ue.

    Perla Ressese di Perla Ressese
    19 Aprile 2018
    in Economia

    Strasburgo – Il Parlamento europeo ha approvato giovedì, in via definitiva, nuove regole per sostenere la produzione biologica e garantire che solo i prodotti biologici di alta qualità siano importati nell’Ue. Tutti gli europarlamentari italiani hanno votato contro.

    I deputati hanno dato il via libera alla nuova regolamentazione comunitaria sulla produzione e l’etichettatura dei prodotti biologici, già concordata nei negoziati fra Parlamento e ministri UE, con 466 voti in favore, 124 voti contrari e 50 astensioni. Ma da Partito democratico e Movimento 5 stelle sono venute severe critiche.

    Garantire l’alta qualità dei prodotti biologici

    Le nuove norme prevedono controlli rigidi e basati sul rischio di contaminazione lungo tutta la catena di approvvigionamento. I controlli saranno effettuati in sede per tutti gli operatori, annualmente di regola o ogni due anni se nessuna irregolarità è stata riscontrata nel corso di tre anni. Tutti i prodotti importati da paesi extra Ue dovranno rispettare gli standard dell’Ue. Le attuali norme in materia di “equivalenza”, che impongono ai paesi terzi di conformarsi a norme simili ma non identiche, saranno eliminate entro cinque anni dall’entrata in vigore delle nuove regole.

    Aumentare la produzione biologica nell’Ue

    Sarà aumentata l’offerta di semi biologici per soddisfare i bisogni degli agricoltori: le deroghe che permettono l’utilizzo di semi convenzionali nella produzione biologica saranno eliminati entro il 2035. Per incoraggiare la produzione le aziende agricole che producono sia prodotti convenzionali che biologici continuano a essere autorizzate, a condizione che le due attività agricole siano chiaramente ed efficacemente separate. Sono poi previste certificazioni più facili per i piccoli coltivatori: le certificazioni di gruppo permetterebbero ai piccoli coltivatori che si convertono al biologico di risparmiare soldi e tempo.

    Evitare la contaminazione da pesticidi chimici o fertilizzanti sintetici

    Come misure precauzionali i coltivatori e altri operatori nella catena di approvvigionamento saranno obbligati ad applicare una serie di misure per evitare la contaminazione;se si sospetta la presenza di un pesticida o un fertilizzante non autorizzato, il prodotto finale non potrà essere etichettato come biologico fino ad ulteriori indagini; se la contaminazione risulterà volontaria o se l’operatore non ha applicato le misure precauzionali, il prodotto perderà lo status di alimento biologico. Gli Stati membri che al momento applicano soglie massime per le sostanze non autorizzate nei cibi biologici, come pesticidi, potranno continuare a farlo, a condizione che permettano ai prodotti biologici provenienti da altri paesi Ue e che rispettano le regole dell’Unione, di entrare nel loro mercato.

    Quattro anni dopo l’entrata in vigore di questo regolamento la Commissione valuterà l’efficacia delle norme europee contro la contaminazione e le soglie nazionali e, se necessario, elaborerà un progetto di legge per armonizzarle. Il testo concordato dovrà essere formalmente approvato dal Consiglio Ue prima che possa essere applicato. Dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio 2021.

    Secondo il relatore del provvedimento, il verde Martin Häusling, “il voto parlamentare darà più certezza e chiarezza sia ai produttori agricoli dell’Ue sia ai consumatori. Le nuove norme miglioreranno la qualità dei cibi biologici nell’Unione, ma serviranno anche a rispondere ai bisogni di un mercato in rapida espansione”.

    Per Paolo De Castro (Pd), vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, invece “l’esito dei negoziati per dare nuove regole alla produzione biologica in Europa rappresenta un’occasione persa. Per noi, tuttavia, la sfida di replicare o avvicinare il più possibile il sistema europeo al modello biologico di alta qualità e sostenibilità italiano resta aperta”. “Il punto cruciale negativo – tiene a precisare De Castro – è aver eliminato completamente le soglie per i residui di fitofarmaci. Che differenza c’è con l’agricoltura convenzionale? L’accordo finale rappresenta un compromesso al ribasso”.

    “Oggi abbiamo votato contro al nuovo regolamento sull’agricoltura biologica dal momento in cui è prevista l’eliminazione delle soglie per le sostanze non consentite: questo regolamento di fatto rappresenta un’occasione sprecata per un settore importante e in forte crescita”, sostiene l’europarlamentare M5s Marco Zullo, membro della commissione Agricoltura. “La votazione di oggi – aggiunge – danneggia anche il nostro Paese e i nostri produttori”.

    Protestano anche gli agricoltori italiani. “Il nuovo regolamento – sottolinea la Coldiretti – concede agli Stati la possibilità di mantenere in vigore soglie meno restrittive per i residui di fitofarmaci o di contaminazione da Ogm con un grave danno di immagine per il settore del bio soprattutto nei Paesi, come l’Italia, nei quali gli standard di produzione sono molto elevati” Per la confederazine “inoltre, la possibilità di produrre biologico senza utilizzare il suolo contrasta totalmente con i principi fondamentali che caratterizzano questo metodo di produzione, che non può prescindere dalla terra. Al contrario, la previsione di una deroga consentirà ad alcuni Stati del nord Europa di continuare a produrre impiegando letti demarcati in serra per un periodo di 10 anni”.

    “Le nuove regole europee sull’agricoltura biologica non sono assolutamente in linea con i livelli e gli standard di qualità che sono applicati da anni in Italia, che è al primo posto in Europa per produzione e al secondo per superficie coltivata a ‘bio’. Esprimiamo quindi tutta la nostra contrarietà come Agricoltori Italiani”. Questo il commento di Cia, a conclusione del voto dell’Europarlamento.

    Tags: agricoltoriAgricoltura bioalimentazionebiologiciCiacibocoldirettiMarco ZulloPaolo De Castroparlamento europeo

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