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    Home » Economia » Trump prende tempo, altri 30 giorni all’Unione europea sui dazi

    Trump prende tempo, altri 30 giorni all’Unione europea sui dazi

    Ma Bruxelles non digerisce lo stallo a cui si vede costretta. “La decisione degli Stati Uniti prolunga l’incertezza del mercato, che sta già influenzando le decisioni delle imprese”

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    2 Maggio 2018
    in Economia
    acciaio dazi usa

    New York – Donald Trump concede all’Europa altri 30 giorni per trattare. Il presidente americano ha esteso al 1 giugno il termine ultimo per l’imposizione dei dazi sull’alluminio e l’acciaio, rimandando di fatto la decisione sulla loro entrata in vigore e potenzialmente posticipando una guerra commerciale. L’annuncio della Casa Bianca è arrivato a poche ore dalla scadenza del primo maggio, data inizialmente indicata per l’entrata in vigore di dazi del 25% sull’import di acciaio e del 10% su quello di alluminio. L’estensione delle trattative riguarda non solo l’Ue ma anche il Canada e il Messico, con i quali gli Stati Uniti sono impegnati a rivedere l’accordo di libero scambio del Nafta.

    ”L’amministrazione ha raggiunto un accordo definitivo con la Corea del Sud per l’import di acciaio. E ha raggiunto – si legge in una nota della Casa Bianca – accordi di principio con Argentina, Australia e Brasile, i cui dettagli saranno finalizzati a breve. L’amministrazione estende le trattative con Canada, Messico e Unione Europea per altri 30 giorni. In tutte queste trattative, l’amministrazione è concentrata su quote che frenano l’import e tutelano la sicurezza nazionale. Questi accordi mettono in evidenza la strategia di successo dell’amministrazione Trump nel raggiungere risultati con gli alleati tutelando la nostra sicurezza”.

    Per l’Ue si tratta di una ‘concessione’ temporale importante per tentare di arrivare all’obiettivo di un’esenzione permanente dai dazi. Il deficit commerciale degli Stati Uniti con l’Ue è balzato dai 17 miliardi di dollari del 1997 ai 151,4 miliardi del 2017. Un rosso causato dalle importazioni manifatturiere dalla Germania: solo lo scorso anno gli Usa hanno acquistato 117,7 miliardi di prodotti Made in Germany, il 27% delle totali importazioni dall’Ue.

    Nelle ultime settimane l’Ue ha lavorato per centrare il suo obiettivo con le missioni americane del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel. Le trattative sono andate avanti fino all’ultimo minuto, con colloqui telefonici fra i rappresentati Ue e funzionari dell’amministrazione americana. Parigi, Berlino e Londra hanno fatto fronte comune con un ultimatum a Washington. Una mossa vista con scetticismo dal ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda. “Non spetta a me, ma io non avrei sottoscritto” l’ultimatum a Trump deciso da Macron, Merkel e May “e non perché sono a favore dei dazi, ma perché bisogna tenere i toni molto bassi e stare molto attenti a non costruire una situazione che rischia di sfuggirci di mano”, ha detto Calenda nelle ultime ore, lasciando comunque intravedere come aperti i margini della trattativa erano ancora aperti. ”Potrebbe anche arrivare un’altra proroga” aveva detto. E così è stato: l’Ue ha altri 30 giorni.

    Ma Bruxelles non digerisce lo stallo a cui si vede costretta. “La decisione degli Stati Uniti” di “prorogare per un breve periodo” l’esenzione dell’Ue dalle tariffe all’importazione di acciaio e alluminio, “prolunga l’incertezza del mercato, che sta già influenzando le decisioni delle imprese”, ha scritto in un comunicato la Commissione europea, prendendo nota della decisione del presidente Usa Donald Trump. “L’Ue – insiste Bruxelles – deve essere esentata completamente e permanentemente da tali misure, che non possono essere giustificate sulla base della sicurezza nazionale”.  Nella nota, si ricorda quindi che “la sovraccapacità nei settori dell’acciaio e dell’alluminio non ha origine nell’Ue. Al contrario, negli ultimi mesi l’Ue si è impegnata a tutti i livelli possibili con gli Stati Uniti e altri partner per trovare una soluzione a questo problema: Cecilia Malmstroem, commissaria europea per il commercio, è stata in contatto col segretario Usa al Commercio Wilbur Ross e col rappresentante del commercio statunitense Robert Lighthizer nelle scorse settimane, e le discussioni andranno avanti”.

    “L’esenzione solo fino al primo giugno non è abbastanza. L’incertezza è dannosa per l’industria su entrambe le sponde dell’Atlantico. Ci aspettiamo che l’Ue sia esentata dai dazi una volta per tutte”, ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, aggiungendo che l’Ue gioca “secondo le regole – lavoriamo assieme per isolari quanti non lo fanno”.

    “Riteniamo ora essenziale che si giunga ad un’esenzione permanente. In tale prospettiva occorre intensificare il dialogo fra Ue e Stati Uniti d’America che dev’essere all’altezza dell’eccezionalità dei rapporti economici transatlantici”, ha riferito il premier Paolo Gentiloni in una nota di Palazzo Chigi. “L’Italia è pronta a continuare a lavorare in ambito Ue per realizzare con gli Usa un percorso positivo che possa ulteriormente approfondire i rapporti commerciali, a tutela delle imprese e dei consumatori e nel rispetto delle regole del commercio multilaterale”, ha aggiunto Gentiloni.

    Notizia tratta da EdnHub.

    Tags: acciaioalluminiocinacommerciodazisuspensionTrumpueusa

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