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Stop all'incitamento all'odio su Snapchat

Stop all'incitamento all'odio su Snapchat

L'applicazione è il settimo colosso dell'IT ad aderire al codice di condotta dell'Ue

Bruxelles – Contro l’odio ai tempi di internet, arriva dall’applicazione Snapchat la decisione di aderire al al cosiddetto “codice di condotta” dell’Unione europea contro lo “hate speech”, secondo quanto annunciato dalla Commissione Ue.

Con la decisione annunciata il 7 maggio, l’app diventa il settimo colosso dell’IT ad aderire al codice.

Lanciata nel 2011 e utilizzata da quasi 100 milioni di utenti nel mondo, Snapchat è un’applicazione per cellulari e tablet con la quale si scambiano messaggi che hanno la peculiarità di autodistruggersi poco dopo essere stati ricevuti.

La commissaria europea per la Giustizia Vera Jourova ha manifestato in una nota la sua soddisfazione per “l’impegno di Snapchat nell’affrontare i contenuti online illegali”, che “è particolarmente importante dal momento che aiuterà a proteggere le giovani generazioni lo usano”.

“Il crescente numero di partecipanti dimostra che il Codice di condotta dell’Ue è un modo efficace per rendere Internet un posto più sicuro”, ha detto Jourova.

Il codice di condotta era stato presentato dall’esecutivo comunitario nel 2016 insieme a Facebook, Microsoft, Twitter e Youtube, sia per combattere razzismo, xenofobia, e incitamento alla violenza che per rispondere all’allarme crescente dell’uso di internet come strumento di reclutamento di foreign fighters da parte dello Stato Islamico.

Successivamente, altri giganti dell’IT, quali Google+ e Instagram, avevano sottoscritto l’accordo.

Secondo quanto stabilito nel nel Codice, le aziende si impegnano, tra le altre cose, a rimuovere i contenuti di incitazione all’odio entro 24 ore dalla notifica.

A partire dal 2016, la Commissione ha monitorato, con l’aiuto delle Ong, il modo in cui il Codice veniva attuato dalle aziende.

A gennaio, l’esecutivo comunitario aveva diffuso un comunicato nel quale annunciava che le aziende IT avevano rimosso il 70% del contenuto online illegale – di cui l’81% nelle prime 24 ore.