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Commissione Ue: “Col nuovo governo discuteremo come migliorare l’uso dei fondi Ue”

Commissione Ue: “Col nuovo governo discuteremo come migliorare l’uso dei fondi Ue”

INTERVISTA alla commissaria europea per le Politiche regionali Cretu: l’Italia è indietro rispetto alla media Ue nella programmazione 2014-2020, ma “sta progredendo”

Roma – “Sto attendendo di vedere chi sarà il referente nel prossimo esecutivo per discutere di come possiamo aiutare ulteriormente a migliorare le capacità” di utilizzo dei fondi europei “e realizzare buoni progetti”. La commissaria europea per le Politiche regionali, Corina Crețu, sembra ansiosa di mettersi a lavoro con i nuovi referenti dell’esecutivo nazionale. Intervistata da Eunews a margine della Festa dell’Europa organizzata in Campidoglio, a Roma, confessa che il nostro Paese è un po’ indietro rispetto alla media europea nell’avanzamento della programmazione attuale, “ma la situazione sta progredendo”, dice.

La commissaria europea per le Politiche regionali Corina Crețu

Commissaria Crețu, a che punto è l’Italia con l’utilizzo dei fondi europei 2014-2020?

L’Italia ha 42 miliardi di euro nella programmazione 2014-2020, e certamente noi siamo qui per aiutarla a utilizzarli. Stiamo aiutando regione per regione e stiamo attendendo il nuovo governo per continuare i nostri programmi per l’implementazione dei fondi europei. Alcune regioni stanno facendo bene, altre meno di quanto ci aspettassimo, ma abbiamo ancora tempo in questa programmazione per aiutarle. I nostri servizi sono aperti e disponibili a lavorare insieme con i sindaci, i presidenti delle Regioni e i ministri per migliorare. I risultati sono inferiori alla media europea, ma la situazione sta progredendo. Oggi siamo al 2018, abbiamo tempo fino al 2020 per spendere i soldi.

Nel ciclo passato, 2007-2013, molti programmi italiani erano in ritardo. Fu necessaria una forte accelerazione nell’ultimo periodo per riuscire a utilizzare quasi tutte le risorse. Anche stavolta saremo costretti a correre nel finale?

Questa volta i programmi sono in ritardo in tutta Europa, perché la legislazione è stata adottata in ritardo. Come faceva notare lei, nella passata programmazione abbiamo raggiunto un risultato comune con le autorità italiane, abbiamo accelerato verso la fine e siamo riusciti ad avere una chiusura della programmazione molto buona. È vero che c’erano alcuni rischi nel Mezzogiorno, io sono stata in Calabria, Sicilia, Campania, che erano le ultime per le quali abbiamo adottato i programmi operativi e abbiamo fatto questo programma nazionale per rafforzare la capacità amministrativa. Questo aspetto è molto importante, a volte più dei soldi, perché spesso ci sono i soldi ma mancano i buoni progetti e la qualità dei progetti.

Proprio la qualità dei progetti era uno dei punti deboli in Italia nel passato. Ora abbiamo un’Agenzia per la coesione che aiuta gli enti locali anche progettare l’utilizzo dei fondi. Siamo migliorati su questo?

Anche noi della Commissione europea mandiamo molti esperti a dare una mano. Forniamo assistenza tecnica e sto attendendo di vedere chi sarà il referente, nel prossimo esecutivo, con il quale parlare per capire come possiamo aiutare ulteriormente a migliorare le capacità e a realizzare buoni progetti. Ma invito anche le Regioni, perché anche loro possono lavorare direttamente con la Bei (Banca europea per gli investimenti) e le altre istituzioni, le quali possono aiutarle a realizzare grandi programmi in linea con gli standard europei. Questo è una grande sfida non sono per l’Italia.