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Commissione Ue: Con il governo che vuole, ma l’Italia continui a ridurre deficit e debito

Commissione Ue: Con il governo che vuole, ma l’Italia continui a ridurre deficit e debito

Il commissario per l’Euro Dombrovskis anticipa i contenuti delle raccomandazioni al nostro Paese che Bruxelles pubblicherà a fine mese. Produttività e crediti deteriorati. E il collega Avramopoulos spera che Roma non campi le politiche sui migranti

Roma – “Mantenere la rotta” sui conti pubblici “riducendo gradualmente il deficit e il debito”. È la principale indicazione che la Commissione europea darà all’Italia nelle raccomandazioni specifiche per il Paese che arriveranno a fine mese. Lo anticipa Valdis Dombrovskis, commissario per l’Euro, nel corso di un dibattito organizzato a Bruxelles. “Indipendentemente da quale governo ci sarà”, dice mentre a Roma vacillano le possibilità di un esecutivo M5s-Lega, la strada da seguire è quella. Ancora manca chi conduca il Paese lungo quel sentiero da Palazzo Chigi, ma il vicepresidente della Commissione vede comunque una garanzia nel presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “che ha enfatizzato durante il processo di formazione del governo la necessità di mantenere gli impegni europei”, sottolinea Dombrovskis.

L’Italia “ha il secondo debito pubblico” dell’Eurozona, ricorda, ed “è molto chiaro che in questa fase di crescita economica deve metterlo in discesa”. Oltre ai conti pubblici, la Commissione chiederà al prossimo governo di allargare i “colli di bottiglia” che frenano l’economia. In particolare il problema della bassa produttività. Riguardo alle banche, “anche se negli ultimi due anni ci sono stati progressi abbastanza sostanziali nella riduzione” dei crediti deteriorati, lo sforzo deve continuare.

Riassumendo in una parola, Bruxelles si aspetta continuità. O almeno la auspica. Anche nell’impegno sul dibattito per il completamento dell’Unione bancaria e l’approfondimento dell’integrazione nella zona euro. Temi che verranno trattati al Consiglio europeo di giugno, e sui quali, ricorda Dombrovskis, “l’Italia con l’attuale governo è stata molto attiva”, oltre che “sostenitrice dell’agenda” per la riforma dell’Unione economica e monetaria. La preoccupazione, malcelata, è che l’atteggiamento cambi con il prossimo esecutivo.

E’ per questo che da Bruxelles arriva un secondo richiamo, sempre per bocca di un commissario europeo. Il responsabile per la Crescita e gli investimenti, il finlandese Jyrki Katainen, chiarisce che “tutte le regole del patto di stabilità e crescita si applicano a ogni Stati membro” dell’Ue, e che “dalla Commissione né dal Consiglio ci sono segnali di un cambio delle regole o eccezioni alle regole” stesse. Insomma, l’Italia dovrà continuare a tener fede alle normative comuni, normative che, ricorda Katainen, “vengono definite in Consiglio da tutti gli Stati membri”, che poi impongono alla Commissione di vigilare sul rispetto.

Katainen non mostra preoccupazione circa il cammino dell’Italia sulle riforme. “Abbiamo tutte le ragioni per credere che l’Italia continuerà a rispettare tutti gli impegni di bilancio, anche in futuro”. Quello che spaventa Bruxelles, e il commissario non lo nasconde, è la solidità politica del Paese. “Non vediamo l’ora di lavorare con un governo italiano stabile”. Stabile.

Pure il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos dice la sua, esprimendo la “speranza” che anche con il nuovo governo “non ci siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria” italiana.

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