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Salvini minaccia l'Ue: O ci aiuta sui migranti o sceglieremo altre vie
Matteo Salvini

Salvini minaccia l'Ue: O ci aiuta sui migranti o sceglieremo altre vie

Il neo titolare degli Interni conferma il no dell’Italia all’ipotesi di modifica del sistema di asilo in discussione al Consiglio Ue, e incappa nel primo inciampo da ministro rivelando un documento riservato

Roma – Anche il nuovo governo italiano si opporrà all’ipotesi di riforma del sistema di Asilo che domani sarà sul tavolo del Consiglio Affari interni. “Invieremo una nostra delegazione per dire no”, annuncia il neo titolare del Viminale, Matteo Salvini, che sarà assente alla riunione con i suoi colleghi europei perché il governo si presenta per il voto di fiducia in Senato. “Il documento in discussione invece di aiutare penalizzerebbe ulteriormente l’Italia e i Paesi del Mediterraneo, facendo gli interessi dei Paesi del Nord Europa”, spiega in un’intervista ai microfoni di Rtl.

Il no italiano alla proposta che sta prendendo corpo in Consiglio non è una novità. Neppure il governo Gentiloni la condivideva. Ma nel confermare la scelta, Salvini usa toni più aggressivi, minacciosi: “Quello degli sbarchi e dell’accoglienza di centinaia di migliaia di ‘non profughi’ non può continuare a essere un problema solo Italiano”, scrive su Twitter. “O l’Europa ci dà una mano a mettere in sicurezza il nostro Paese, oppure dovremo scegliere altre vie”.

 

La retorica ricorda quella dell’ex presidente de Consiglio Matteo Renzi, quando indicava che l’Italia sarebbe stata in grado di gestire i flussi migratori anche da sola, in caso di rifiuto dell’Ue a condividerne la responsabilità. Paventava espedienti per consentire ai migranti di lasciare il Paese alla ricerca di altre mete europee più ambite. Le “altre vie” evocate da Salvini potrebbero riferirsi a soluzioni di questo genere, magari tornando a basse percentuali di identificazione dei migranti sbarcati in Italia, lasciandoli liberi di farsi prendere in carico da un altro Paese membro. Oppure pensa ai respingimenti, soluzione già provata da un altro leghista al ministero degli Interni, Roberto Maroni, con il risultato che l’Italia fu condannata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo. In entrambi i casi si esporrebbe a sanzioni, quindi è lecito chiedersi se abbia in mente iniziative differenti o se intenda forzare la mano.

In attesa di sapere i dettagli del piano di Salvini, tocca registrare però il primo inciampo da ministro degli interni. Nel corso del volo che lo ha portato in Sicilia per una visita all’hotspot di Pozzallo, il titolare del Viminale si è fatto fotografare al lavoro, mentre legge un documento del ministero. Peccato che la foto sia finita su Twitter, pubblicata dal giornalista Marco Castelnuovo, svelando in parte i contenuti del documento classificato come ‘riservato’.

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