- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 29 Marzo 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Migranti, sui casi come l’Aquarius l’Ue non può fare nulla se non pressione politica

    Migranti, sui casi come l’Aquarius l’Ue non può fare nulla se non pressione politica

    Nel corso del week-end, Italia e Malta si sono rimpallate la responsabilità di aprire i propri porti alla nave Aquarius, battente di Gibilterra, che porta con sé 629 naufraghi provenienti dal Nordafrica, tra cui 123 minori non accompagnati

    Caterina Tani</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/CTBRX" target="_blank">CTBRX</a> di Caterina Tani CTBRX
    11 Giugno 2018
    in Politica

    Bruxelles – La Commissione europea ha fatto sapere lunedì 11 giugno che assicurare che le oltre 600 persone sulla nave Aquarius vengano salvate e ricevano le cure necessarie è “un imperativo umanitario”, ammettendo al contempo di non avere alcuna competenza giuridica per poter imporlo. Nel corso del week-end, Italia e Malta si sono rimpallate la responsabilità di aprire i propri porti alla nave Aquarius, battente di Gibilterra, che porta con sé 629 naufraghi provenienti dal Nordafrica, tra cui 123 minori non accompagnati. Situazione che poi risolta grazie all’intervento del neo primo ministro Spagnolo Pedro Sanchez.

    La situazione è stata generata dal rifiuto, da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini,  di aprire i porti italiani alla nave che fa capo alle Ong Sos Méditerranée e Medici senza frontiere. Il titolare del Viminale ha deluso chi si attendeva un ammorbidimento rispetto ai toni da campagna elettorale: “L’Italia ha smesso di chinare il capo e ubbidire” ha scritto da ieri sui social network. “Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi”, ha accusato senza mezzi termini su Facebook. “Da oggi anche l’Italia comincia a dire No al traffico di esseri umani, No al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia”.

    https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10155831501488155

    Su twitter ha attaccato bersagli, la Sea watch finita già nel mirino del responsabile degli Interni, anche prima che possano svolgere soccorsi. E la Ong ha fatto sapere che la propria nave “si trova in questo momento in acque internazionali, non è attualmente coinvolta in operazioni di ricerca e soccorso, non ha persone soccorse a bordo”, ma è pronta a intervenire in ogni momento per salvare delle vite in mare.

    Oggi anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia.
    L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta C’È CHI DICE NO.#chiudiamoiporti pic.twitter.com/kjusddFDqH

    — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) June 11, 2018

    “Rivolgiamo un appello affinché le persone siano sbarcate velocemente e ricevano le cure” del caso “il prima possibile” perché “stiamo parlando di oltre 600 persone, inclusi minori non accompagnati” ha dichiarato Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea. L’esecutivo comunitario ha fatto anche sapere di essere in contatto con le autorità italiane e maltesi, e che continuerà a esercitare “mezzi diplomatici per una rapida risoluzione” della questione.

    Al di là degli appelli, tuttavia, da un punto di vista legale la Commissione può fare ben poco. “La situazione legale ha a che vedere con il diritto internazionale e la Commissione non ha le competenze” per interpretarlo, ha dichiarato Natasha Bertaud, portavoce della Commissione. In generale, ha aggiunto la portavoce, la situazione al momento “è molto poco chiara”. “La decisione sul porto nel quale una nave dovrebbe sbarcare – ha aggiunto Bertaud – spetta al Paese che coordina l’operazione di salvataggio (Search & Rescue)”, ma, ha aggiunto, non precisa “in quale porto”.

    Intanto il Parlamento europeo ha modificato il proprio calendario di questa settimana, inserendo all’ordine del giorno di mercoledì, sulla spinta della vicenda Aquarius, un dibattito sulla emergenza umanitaria nel Mediterraneo. Hanno votato a favore della modifica in 212 , 62 i contrari, 18 gli astenuti.

    Secondo la Convenzione di Amburgo del 1979, tutti gli stati costieri del Mediterraneo dovrebbero definire e garantire l’operatività di un’area di ricerca e soccorso in mare, coordinandosi tra loro. In pratica, questo significa che ogni Paese pattuglia il proprio tratto di mare e, se i migranti vengono recuperati in tale zona, esso ha il dovere di coordinare i soccorsi e salvarli. Il diritto internazionale propone solo dei “criteri, per orientare la decisione”, ha aggiunto la portavoce. Tra questi vi sono il fatto che ogni sforzo debba essere fatto per minimizzare le tempistiche per salvare i migranti, la distanza dal porto, evitare ritardi, tenere conto di necessità mediche, ecc. Tra Italia e Malta vige un accordo politico – un cosiddetto “gentlemen agreement”, che risale al 2015 – che viene utilizzato per decidere in quale porto la nave debba sbarcare. Tuttavia, dal momento che l’accordo è informale, esso non ha valore legale vincolante. “La questione è soprattutto politica” ha aggiunto una fonte della Commissione, parlando della questione dei porti. Il discorso non è “tanto capire dove le persone debbano essere sbarcate, ma bisognerebbe avere una soluzione più di lungo periodo”, ha aggiunto la fonte.

    Intanto, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha fatto appello ai governi interessati per consentire lo sbarco immediato delle centinaia di persone bloccate. “Esiste un urgente imperativo umanitario qui”, ha affermato Vincent Cochetel, Inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale. “Le persone sono in difficoltà, stanno esaurendo le scorte e hanno bisogno di aiuto in fretta”, ha aggiunto. “Questioni più ampie come chi ha responsabilità e come queste responsabilità possano essere meglio condivise tra gli Stati dovrebbero essere esaminate più tardi”, ha concluso Cochetel.

    Tags: commissione europeaMargaritis Schinasmatteo salviniMedici Senza FrontieremigrantiNatasha BertaudSea Watch 3Sos MediterraneeUnhcr

    Ti potrebbe piacere anche

    Economia

    Indagine UE sull’e-commerce: “Il 60 per cento delle aziende ha praticato sconti irregolari nel 2025”

    27 Marzo 2026
    Una porzione di Erbazzone Reggiano [foto: Sciking/Wikimedia Commons]
    Notizie In Breve

    All’Erbazzone Reggiano il marchio IGP dell’UE

    27 Marzo 2026
    social snapchat
    Net & Tech

    DSA, è il turno di Snapchat. Bruxelles preoccupata dalla scarsa protezione dei minori da ‘adescamenti criminali’

    26 Marzo 2026
    INCIDENTE NOTTURNO [foto: imagoeconomica]
    Mobilità e logistica

    Vittime della strada in calo del 3 per cento nell’Ue: ma il traguardo del dimezzamento per il 2030 resta lontano

    24 Marzo 2026
    Il commissario per l'Economia, Valdis Dombrovskis, in commissione Giuridica [Bruxelles, 24 marzo 2025]
    Notizie In Breve

    UE, nel 2025 avviate 552 procedure d’infrazione e disposti 71 deferimenti alla Corte

    24 Marzo 2026
    Il ministro degli Affari esteri ungherese, Péter Szijjártó, e il ministro degli Affari esteri russo, Sergei Lavrov. Foto: Imagoeconomica
    Politica Estera

    Il ministro ungherese conferma: “Telefono alla Russia durante le riunioni UE”

    24 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Mandatory Credit: Photo by dts News Agency Germany/Shutterstock (16578817aj)

    Il governo ungherese ha denunciato un noto giornalista per spionaggio a favore dell’Ucraina

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    27 Marzo 2026

    Budapest accusa Szabolcs Panyi di aver collaborato con agenzie di intelligence straniere per catturare le conversazioni tra il ministro degli...

    Quasi 1,2 milioni di nuovi cittadini nell’UE nel 2024, Italia seconda per naturalizzazioni

    di Caterina Mazzantini
    27 Marzo 2026

    I dati di Eurostat mostrano un aumento del 12 per cento rispetto al 2023. In Germania, Spagna e Italia si...

    manifestazione gaza palestina bruxelles

    Il Belgio alla sbarra per Gaza, la Corte d’Appello: Non ha impedito il trasferimento di armi a Israele

    di Giulia Torbidoni
    27 Marzo 2026

    Il procedimento intentato da giuristi e vittime palestinesi che celebrano il risultato: Un pronunciamento "storico". Ora il giudice chiede a...

    La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]

    Iran, Dombrovskis: “Rischiamo -0,4 per cento di crescita e +1 per cento di inflazione nel 2026”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Marzo 2026

    Il commissario per l'Economia condivide gli scenari derivanti dal conflitto nel golfo Persico

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione