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    Home » Economia » Ocse: l’Europa accoglie più migranti, ma il loro impatto sul mercato del lavoro è scarso

    Ocse: l’Europa accoglie più migranti, ma il loro impatto sul mercato del lavoro è scarso

    Oggi l'Ocse ha pubblicato rapporto annuale 2018 sulle prospettive internazionali sull’immigrazione che evidenzia la necessità di prevenire l'occupazione illegale dei migranti e di coordinare le politiche di gestione dei flussi a livello internazionale ed europeo

    Giulio Colazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Giulio_Col96" target="_blank">@Giulio_Col96</a> di Giulio Colazzo @Giulio_Col96
    20 Giugno 2018
    in Economia, Cronaca

    Bruxelles – Il rapporto annuale 2018 sulle prospettive internazionali sull’immigrazione pubblicato oggi dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) rivela che i paesi europei, tra gennaio 2014 e dicembre 2017, hanno accolto quattro milioni di domande di asilo, tre volte in più rispetto al precedente quadriennio.

    Il rapporto annuale dell’Ocse per la prima volta analizza l’impatto degli immigrati sul mercato del lavoro dei paesi di accoglienza. E’ stato rilevato che l’impatto relativo dei migranti sul mercato del lavoro dei paesi europei sarà limitato allo 0,25% entro dicembre 2020, ma riguarderà specifici gruppi, in particolare giovani e individui poco istruiti soprattutto in Austria, Germania e Svezia. In generale, per quanto riguarda i paesi europei membri Ocse, l’impatto relativo stimato dei recenti flussi migratori sulla popolazione in età lavorativa non dovrebbe superare lo 0,4% entro dicembre 2020, soprattutto perché i tassi di partecipazione nel mercato del lavoro dei migranti sono di solito molto bassi nel periodo iniziale della loro permanenza nei paesi ospitanti.

    “Gli Stati Ocse hanno fatto molti progressi in termini di integrazione e iniziative per migliorare le competenze linguistiche e il riconoscimento delle qualifiche dei migranti”, ha affermato il Segretario generale di Ocse Angel Gurría, che ha lanciato il rapporto annuale Ocse 2018 sulle prospettive internazionali sull’immigrazione in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato. Gurría ha anche sottolineato “la necessità di promuovere una maggiore cooperazione con i datori di lavoro dei paesi ospitanti sull’integrazione dei migranti e, soprattutto, di perseguire un coordinamento più efficiente tra gli Stati nella gestione dei flussi migratori, soprattutto nell’Ue”.

    Tutti i paesi membri Ocse hanno accolto più di cinque milioni di migranti legali permanenti nel 2017, un dato che indica il primo calo nella quota di migranti accolti dal 2011, con una riduzione del 5% rispetto al 2016. Dopo due anni di cifre record per quanto concerne le richieste di asilo nei paesi Ocse, nel 2017 si è assistito a un calo significativo con 1,23 milioni di domande ricevute, ma comunque sempre sopra i livelli precedenti ala crisi migratoria del 2015. I paesi d’origine più diffusi sono Afghanistan, Spagna e Iraq, mentre gli Stati Uniti e la Germania sono i paesi Ocse che hanno ricevuto il maggior numero di domande di asilo.

    Il raporto dell’Ocse fa anche leva sulla necessità di introdurre migliori sistemi di verifica dello stato dei migranti come parte delle misure finalizzate a prevenire l’occupazione illegale degli immigrati che devono essere implementate non solo a livello nazionale, ma anche internazionale ed europeo. A tal proposito, tra il 2016 e il 2017, il livello di disoccupazione dei migranti nei paesi Ocse è diminuito di più di un punto percentuale, nel 2017 ammontava al 9,5%, e il tasso di occupazione è aumentato dal 65,5% del 2016 al 67,1% del 2017. Specifici gruppi di migranti mostrano alti livelli di occupazione, in particolare ovviamente i migranti interni dell’Ue, il cui livello di occupazione è maggiore del 5% rispetto a quello dei nativi dei paesi ospitanti. Invece i settori dell’economia maggiormente colpiti dall’occupazione illegale dei migranti sono agricoltura, edilizia, manifattura e servizi domestici.

    Tags: disoccupazionegermanialavoromigrantioccupazioneocseRifugiatistati unitisveziaue

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