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Wikipedia si auto-oscura contro la direttiva Ue sul copyright

Wikipedia si auto-oscura contro la direttiva Ue sul copyright

La direttiva impone una tassa ai colossi del web come Facebook e Google per inserire i link ai siti di notizie e prevede una verifica preventiva dei contenuti pubblicati online nell'Ue. Danti (Pd): l'enciclopedia non è penalizzata

Bruxelles – Inutile cercare informazioni su Wikipedia Italia oggi, le pagine dell’enciclopedia libera più famosa del mondo sono oscurate in segno di protesta contro la direttiva Ue sul copyright. Al posto delle voci ricercate c’è un avviso, indirizzato ai “cari lettori” e alle “care lettrici” del servizio, con l’invito a ‘stalkerizzare’ i deputati europei affinché modifichino la normativa in discussione alla Plenaria di Strasburgo. E’ questo il modo con il quale l’enciclopedia online ha deciso di protestare contro le nuove regole sul diritto d’autore, su cui si voterà in Aula il 5 luglio. Se promulgata – si legge su Wikipedia Italia – “tale direttiva limiterà significativamente la libertà di Internet” rendendo “impossibile condividere un articolo” sui social o “trovarlo nei motori di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere”.

La direttiva, approvata dalla commissione Giuridica dell’europarlamento (Juri) il 20 giugno, aggiorna alcune norme relative tutela dei diritti d’autore e contiene due articoli particolarmente controversi. Il primo, l’articolo 11, impone una tassa ai colossi del web come Facebook e Google per inserire i link ai siti di notizie. Il secondo, il numero 13, prevede una verifica preventiva dei contenuti pubblicati online nell’Ue, con l’obiettivo specifico di evitare una diffusione online di materiale protetto da copyright. Sono le stesse obiezioni recentemente mosse alla direttiva sul copyright dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo econmico Luigi Di Maio, il quale ha avvertito che l’Italia potrebbe decidere di non recepire la nuova normativa se non avverranno modifiche.

“Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione”, scrive Wikipedia nel suo  avviso, la direttiva “minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni”.

“La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee, 169 accademici, 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica e di Wikimedia Foundation”, continua l’avviso.

Anche alcuni deputati del Parlamento europeo hanno espresso la loro disapprovazione verso la direttiva. Isabella Adinolfi, dei 5 Stelle, esprime solidarietà con il gesto di Wikipedia e auspica, a nome dell’Efdd – il gruppo dell’Europarlamento del quale il Movimento fa parte – che sia possibile modificare la direttiva.

“Mi auguro che nel corso di questo voto gli europarlamentari desistano dalla volontà di approvare un testo che presenta troppi aspetti problematici”, ha dichiarato Adinolfi in un comunicato.

Tra gli europarlamentari del Pd anche Daniele Viotti si è scagliato contro la direttiva, in particolare contro l’articolo 13 che, se “approvato, chiederebbe a tutte le piattaforme, ma anche a tutti siti, compresi quelli più piccoli, di fare un controllo preventivo su tutti i contenuti”.

“Fare un controllo preventivo – ha concluso Viotti – significa avere degli algoritmi che soltanto le grandi multinazionali e le grandi piattaforme come Facebook, Google, Youtube possono permettersi, mentre quelle più piccole no. Avremmo quindi un internet più limitato”.

La posizione di Viotti rispecchia quella delle Pmi europee digitali della European Sme Alliance, che spiega come la legge “potrebbe avere un grande impatto sul mondo digitale, incluse le Pmi”, dal momento che l’obbligo di monitoraggio delle attività degli utenti “si applicherebbe a tutte le piattaforme, indipendentemente dalle loro dimensioni. Pertanto, piattaforme o start up più piccole potrebbero essere forzate e, quindi, rafforzare il dominio di Facebook e simili”.

“Wikipedia non rientra nell’ambito di applicazione della proposta della Commissione sul copyright” avverte in un tweet la rappresentanza dell’Ue in Italia. L’articolo 13,  spiega la rappresentanza, “riguarda i servizi che danno accesso a grandi quantità di contenuti protetti dal diritto d’autore, che sono stati caricati da utenti che non hanno diritti su tali contenuti”.

Stessa posizione è stata espressa dall’eurodeputato del Pd Nicola Danti il quale, riferendosi proprio alla mossa dell’enciclopedia online, ha dichiarato: “Il testo, in realtà, non riguarda affatto Wikipedia”, dal momento che “esclude esplicitamente i servizi che non agiscono per scopi commerciali come le enciclopedie online, i depositi scientifici e culturali, i fornitori di servizi di cloud storing”. Parlando poi delle accuse fatte alla direttiva di mettere il bavaglio ai contenuti online, Danti ha spiegato che essa “mira semplicemente a rendere più difficile la illegittima diffusione sulle piattaforme online di materiale protetto dal diritto d’autore”.

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