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Non tutti in Europa associano 'KitKat' a Nestlè, lo snack non può avere marchio Ue

Non tutti in Europa associano 'KitKat' a Nestlè, lo snack non può avere marchio Ue

Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea, che conferma la validità del rifiuto già espresso del Tribunale di promuovere la forma a quattro dita del noto snack

Bruxelles – KitKat non può ottenere il marchio europeo. Lo snack della Nestlè, per quanto popolare, non è così noto nell’immaginario collettivo da associare nella mente di chi ne parla la sua particolare forma a quattro dita a chi lo produce. Bene ha fatto il Tribunale dell’Ue, nel 2012, a dichiarare nullo il marchio a dodici stelle concesso dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo). La Corte di giustizia dell’Ue spegne ogni residua speranza della multinazionale svizzera: niente marchio per le barrette di cioccolato.

Nestlè ci prova dal 2002 a far riconoscere uno dei suoi dolciumi più noti come caratteristico e, quindi, degno di marchio a dodici stelle. Il riconoscimento è arrivato nel 2006, per essere stoppato nel 2007 dal Tribunale di Lussemburgo. Il ‘brand’ KitKat non ha acquisito ‘carattere distintivo’, vale a dire che non tutti associano il nome KitKat a Nestlé, e questo non consente di riconoscere un marchio europeo, che pure era già stato concesso. Un’impostazione condivisa anche dalla Corte nella sentenza di oggi, in cui si invita l’Euipo a riesaminare il caso. “Il Tribunale ha correttamente annullato la decisione dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale”, spiega l’alto organismo di giustizia dell’Ue.