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Migranti, l'Austria vuole 'militarizzare' Frontex per controllare frontiere esterne Ue

Migranti, l'Austria vuole 'militarizzare' Frontex per controllare frontiere esterne Ue

La proposta all'attenzione dei ministri di Esteri e difesa, domani a Vienna per le riunioni di lavoro informali. Critici i Verdi. Per gestire gli sbarchi Moavero spinge invece per la rotazione dei porti

Bruxelles – La presidenza austriaca di turno del Consiglio Ue adesso pensa ad una militarizzazione delle frontiere esterne dell’Unione. Questo il punto centrale della proposta che sarà sul tavolo dei ministri della Difesa e degli Esteri che domani saranno a Vienna per le riunioni informali di lavoro. Si tratta di un documento che non dispiace certo tra le fila dell’attuale governo italiano, e che solleva immediatamente polemiche e critiche.

“I ministri degli esteri dell’Ue non devono accettare la proposta dei governi italiano e austriaco di inviare soldati alle frontiere esterne dell’Unione europea”, attacca la co-presidente del gruppo dei Verdi europei, Ska Keller. “Coloro che vogliono impedire alle persone sotto minaccia di cercare protezione nell’Unione europea calpestano i valori europei”. Per l’europarlamentare dei Greens, “non esiste una soluzione alla questione migratoria oltre a un’equa distribuzione dei rifugiati all’interno dell’Ue”.

Gli Stati membri, però, sul principio e il meccanismo di distribuzione dei migranti continuano a non trovare alcuna intesa. L’unica cosa che sembra mettere d’accordo le Ventotto capitali sono le politiche di rimpatrio e la stretta agli ingressi. Ecco allora la proposta austriaca: accorpare a Frontex, l’agenzia di guardia costiera e di frontiera europea, personale militare. I soldati, provenienti dai diversi Stati membri, verrebbero utilizzati, sotto guida civile, per attività logistiche, di trasporto, ricognizioni, e anche di controllo delle frontiere esterne. Ciò al fine di gestire in maniera più efficace i flussi dei richiedenti asilo.

Il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, continua a sostenere la necessità di una cabina di regia europea per gli sbarchi, da far avvenire non soltanto in Italia. Questa sarà la proposta che porterà domani all’attenzione degli omologhi europei, finora contrari a ogni idea di apertura dei propri porti. Difficile, quindi, dire fino a che punto si potrà trovare un’intesa sull’idea di rotazione degli attracchi delle imbarcazioni cariche di migranti.

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