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    Home » Politica » Parola d’ordine: coesione. La Romania alla guida del Consiglio Ue tra Brexit e immigrazione

    Parola d’ordine: coesione. La Romania alla guida del Consiglio Ue tra Brexit e immigrazione

    Dal primo gennaio Bucarest assumerà per la prima volta nella sua storia il coordinamento dei lavori dei ministri dell'Unione

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Dicembre 2018
    in Politica
    La biblioteca centrale dell'Università di Bucarest

    La biblioteca centrale dell'Università di Bucarest

    Bruxelles – Immigrazione, Brexit, quadro finanziario pluriennale (Mff 2021-2027). I temi caldi nell’agenda della presidenza romena di turno del Consiglio Ue non mancano. La Romania, che dal primo gennaio assumerà per la prima volta nella sua storia il coordinamento dei lavori, ha però le sue priorità, riassunte tutte nel motto “coesione, un valore europeo condiviso”, e spiegate nel programma politico messo a punto in questi mesi che hanno preceduto la presidenza che si aprirà di qui a poco

    Quattro le aree su cui, a detta dei romeni, l’Ue ha un ruolo importante da svolgere: convergenza e crescita (che si traduce in politica di coesione, concorrenza, connettività), sicurezza in Europa (ossia protezione delle frontiere, riforma dello spazio Schengen, guardia costiera e di frontiera europea, spazio di libertà, sicurezza e giustizia), Europa come attore globale più forte (che implica cooperazione con i Balcani occidentali, partenariato orientale), Europa dei valori comuni (solidarietà, pari opportunità, rispetto della dignità umana).

    E’ su questo che si concentrerà il lavoro della presidenza romena, che non si annuncia certamente agevole. Coesione implica un lavorio di fino sul prossimo bilancio settennale dell’Ue, che a meno di grandi imprese politiche, dovrebbe essere finalizzato e concluso sotto presidenza finlandese, vale a dire nel secondo semestre del 2019. Sono in pochi a scommettere che possa andare diversamente, non per inadeguatezze romene, ma per effetto di un dibattito tradizionalmente divisivo e ancora allo stato preliminare.

    C’è poi la questione immigrazione. Il presidente romeno, in occasione dell’ultimo vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, ha detto che ogni idea di quote obbligatorie è da escludere e che servirà ancora molto lavoro per poter arrivare ad un accordo sulla riforma del sistema di asilo comune.

    La Brexit è un dossier che si sperava si potesse chiudere con il 2018, ma l’addio britannico e le sue (possibili?) condizioni finiranno a questo punto per contraddistinguere gli sforzi del governo di Bucarest, fino al 31 luglio timoniere dei lavori comunitari.

    Altro dossier che finirà alla presidenza romena quello relativo al completamento dell’unione bancaria e tutto il dossier sull’Unione economica e monetaria. Finiscono sul tavolo romeno la proposta di recupero e risoluzione delle controparti centrali, la proposta per servizi di credito, acquirenti di crediti e recupero di garanzie, le misure di copertura minima delle perdite per esposizioni deteriorate, le nuove regole per un quadro per lo sviluppo delle obbligazioni garantite da titoli sovrani dell’Ue, il Sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis).

    In materia energetica, regole comuni per il mercato interno dell’energia elettrica e Agenzia Ue per la cooperazione energetica sono i due dossier che potrebbero vedere una fine sotto semestre romeno. In materia di trasporti, mobilità a bassa emissioni di carbonio e veicoli senza conducente sono tra le misure che spiccano nell’agenda dei lavori blu-giallo-rossa. In tema di sicurezza, previsti anche lavori per accelerare la definizione di un’agenda comune in materia di protezione informatica (cybersecurity).

    Infine il commercio: nell’agenda dei lavori della presidenza romena figurano Vietnam e Singapore. L’obiettivo è chiudere in negoziati in corso e arrivare agli accordi di libero scambio con i due Paesi asiatici.

    Tags: brexitconsigliopresidenza di turnoromaniaunione europea

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