Bruxelles – Il sentimento anti-ebraico è forte in Europa. Una persona su due lo ritiene un problema, segno che qualcosa c’è. E quasi la metà degli europei ritiene che il negazionismo non sia una problema. I dati che emergono dal rapporto Eurobarometro pubblicato oggi lancia un campanello d’allarme. “Alla luce dei recenti dati disponibili a livello dell’Ue è urgente intensificare la nostra azione contro l’antisemitismo”, riconosce Vera Jourova, commissario europeo per la Giustizia e la parità di genere.
Il dato più preoccupante è la mole di quanti riconoscono la negazione dell’Olocausto un qualcosa da condannare. Lo dice solo il 53% degli intervistati (61% in Italia). Per gli altri cittadini europei o il problema non sussiste (38%) o non si sa dire se sussista o meno (9%). Ma in generale, nel territorio dell’Ue, non c’è una maggioranza chiara, inequivocabile, forte, che condanni espressioni e manifestazioni di intolleranza e odio verso le comunità ebraiche. Che si tratti di profanazione di tombe, di aggressioni fisiche e verbali, messaggi ostili su internet, è sempre il 50% degli intervistati a riconoscere tutto ciò come un problema. L’altra metà d’Europa lascia correre.

Incide il conflitto in Medio-Oriente, riconosce Eurostat. Più della metà degli intervistati (54%) sostiene che il modo in cui lo Stato ebraico agisce nell’area non contribuisce a sviluppare simpatie nei confronti di Israele e degli israeliani. Ma questo non può giustificare il senso di indifferenza e di strisciante disprezzo. Il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha ricordato recentemente che è un diritto criticare Israele, ma che questo non può far dimenticare cosa ha prodotto la storia.
Il problema in Europa c’è, e l’Europa n’è consapevole. Jourova cita Primo Levi, l’ebreo italiano simbolo dell’orrore dei campi di concentramento. “’Quelli che negano Auschwitz sarebbero pronti a rifarlo’. Dobbiamo essere vigili e ricordare le parole di Primo Levi”. Ma gli europei sembrano aver dimenticato in fretta. Colpa di mancata educazione. “L’analisi socio-demografica – recitano le conclusioni dello speciale sondaggio – mostra che coloro che sono rimasti più a lungo nell’istruzione sono costantemente più preoccupati per l’antisemitismo e le sue manifestazioni”. L’antisemitismo, come tanti altri guai, è figlio dell’ignoranza.

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