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Barnier: L'articolo 50 si può prorogare, ma Londra deve dirci per cosa e per quanto
Il capo negoziatore UE per la Brexit Michel Barnier con il presidente del Cese Luca Jahier

Barnier: L'articolo 50 si può prorogare, ma Londra deve dirci per cosa e per quanto

Il capo negoziatore Ue sulla Brexit precisa anche che "considerando anche le prossime elezioni europee, un prolungamento non deve perturbare il funzionamento democratico delle istituzioni Ue". Ma ammonisce ancora: "Il no deal non può essere escluso, prepariamoci"

Bruxelles – Che si arrivi al 29 marzo senza un accordo di separazione per la Brexit è uno scenario “che non può essere escluso”, dunque tutti devono prepararsi a questa evenienza. Lo dice da tempo, lo ripete oggi il capo negoziatore dell’UE Michel Barnier, parlando davanti ai membri del Comitato economico e sociale europeo riuniti in seduta plenaria, nella quale offre di fatto la possibilità di una proroga dei negoziati, al fine di evitare la temuta eventualità.

Il “no deal” è però lo scenario peggiore, catastrofico per tutti, e dunque Barnier continua ad offrire a Londra tutte le facilitazioni possibili per evitarlo. Ribadisce che l’accordo di separazione “non è modificabile”, ma insiste che per quanto riguarda la Dichiarazione politica sul dopo periodo di transizione previsto dall’accordo fino al dicembre 2020, “si può pensare a modelli anche più ambiziosi, che vadano oltre” quanto concordato sino ad oggi. “Se il Regno Unito sposta le sue attuali linee rosse l’Unione europea è pronta a discutere altri modelli più ambiziosi, siamo pronti a rimetterci a lavorare. Ma – ammonisce – c’è poco tempo, prendano le loro decisioni”.

L’Unione, sostiene Barnier, resta “calma, determinata, rispettosa del dibattito”, ma su un punto è ferma: “l’accordo di separazione non si può modificare”, dice mostrando ai membri del Cese il volumone che lo contiene. Restando fermi, calmi, “e uniti come lo siamo stato sin dall’inizio”, secondo il capo negoziatore è anche possibile concedere un prolungamento dei negoziati previsti dall’articolo 50 del Trattato Ue, e dunque un rinvio dell’uscita del regno dall’Unione. Ma ci sono alcune condizioni: “Non dipende da me, sono i capi di Stato e di governo che devono decidere su un prolungamento, ma, come dissi tempo fa, ora servono più decisioni che tempo. Se però arrivasse una richiesta da Londra devono spiegare bene perché lo chiedono, per fare che cosa, ed in quali tempi”. Altra condizione posta dall’Unione, visto il prossimo svolgimento delle elezioni europee è che un prolungamento dei negoziati “non deve perturbare il funzionamento democratico delle istituzioni UE”.

Per quanto riguarda il confine in Irlanda, Barnier ha assicurato che anche in caso di separazione senza accordo si lavorerà a creare un confine il più leggero possibile: “Dovremo trovare con Irlanda e Regno Unito modi tecnologici per fare controlli alle frontiere, senza ricostruire le barriere”.

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