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Il 19,5% della climatizzazione in Europa arriva da fonti rinnovabili

Il 19,5% della climatizzazione in Europa arriva da fonti rinnovabili

Quota quasi raddoppiata dal 2004. L'Italia ha già superato gli obiettivi della Strategia 2020. Davanti a tutti Svezia e Finlandia, indietro Germania e Olanda, la peggiore di tutti

Bruxelles – In base ai nuovi dati Eurostat nel 2017 il 19.5% dell’energia utilizzata per la climatizzazione nell’Unione Europea proveniva da fonti rinnovabili. Si tratta di un aumento significativo dal 2004, quando la percentuale era uguale al 10,4%.

I contributi maggiori arrivano dal settore industriale, dei servizi e dalle famiglie, i quali scelgono sempre più soluzioni alternative alle più classiche risorse di origine fossile.

Grande salto in avanti per l’UE, che così facendo è a un passo dal raggiungimento dei suoi obiettivi posti nella STRATEGIA EUROPA 2020, data entro la quale vede l’Unione  si impegna a  ricavare almeno il 20% del fabbisogno di energia all’interno dei suoi territori da fonti rinnovabili.

Tra i paesi più avanti in tale direzione troviamo Svezia, Finlandia, Lettonia ed Estonia, tutte sopra la soglia del 50% dell’energia proveniente da fonti verdi. Male alcune fra le nazioni più sviluppate del vecchio continente come Belgio, Regno Unito, Irlanda e Paesi Bassi, che per i loro impianti di riscaldamento e raffrescamento usano meno del 10% di queste fonti.

L’Italia si piazza nel mezzo, e comunque sopra la soglia della media Europea, con un 20,1% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili per il sostentamento dei nostri impianti di climatizzazione. Valore che cresce dal 15,3% nel 2008.

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