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L'UE vara misure di controllo degli investimenti diretti provenienti da paesi terzi per motivi di sicurezza o di ordine pubblico

L'UE vara misure di controllo degli investimenti diretti provenienti da paesi terzi per motivi di sicurezza o di ordine pubblico

E' la prima volta che l'UE si dota di un quadro così generale, mentre i suoi principali partner commerciali hanno già messo a punto norme di questo tipo. Italia e UK non approvano

Bruxelles – L’UE metterà presto in atto un insieme di nuove norme per esercitare un miglior controllo degli investimenti diretti provenienti da paesi terzi per motivi di sicurezza o di ordine pubblico.

Il Consiglio ha adottato oggi un regolamento che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell’UE. E’ la prima volta che l’Unione si dota di un quadro così generale, mentre, evidenziano in Consiglio, i suoi principali partner commerciali hanno già messo a punto norme di questo tipo. Italia e Regno Unito però non hanno visitato a favore, Roma forse perché sta aprendo il suo mercato ad un partner discutibile come la Cina.

“L’UE è e rimarrà uno dei luoghi più aperti al mondo in cui investire. Le nuove norme per il controllo degli investimenti assicureranno che l’apertura vada di pari passo con la protezione adeguata delle nostre attività strategiche”, ha spiegato Ștefan-Radu Oprea, ministro della comunità imprenditoriale, del commercio e dell’imprenditorialità della Romania e presidente di turno del Consiglio.

Le nuove norme per il controllo degli investimenti esteri diretti creeranno un meccanismo di cooperazione in cui gli Stati membri e la Commissione saranno in grado di scambiare informazioni e sollevare preoccupazioni specifiche. Gli Stati membri manterranno comunque la facoltà di esaminare ed eventualmente bloccare gli investimenti esteri diretti per motivi di sicurezza e ordine pubblico. Anche la decisione di istituire e mantenere meccanismi di controllo nazionali resterà nella competenza dei singoli Stati membri.

Alla Commissione sarà consentito formulare pareri in casi riguardanti vari Stati membri, o quando un investimento potrebbe incidere su un progetto o programma di interesse per tutta l’Unione, come Horizon 2020 o Galileo.