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Brexit, dall'UE garanzie giuridicamente vincolanti a Londra. May:

Brexit, dall'UE garanzie giuridicamente vincolanti a Londra. May: "Con 'no' unica certezza è incertezza"

Frustrazioni per assenza di proposte britanniche, poi sul tavolo arrivano le concessioni unilaterali di Bruxelles. Barnier: "Al lavoro per fare in modo che il Regno Unito esca con un accordo"

Bruxelles – Sembrava non mettersi bene il negoziato sulla Brexit, poi qualcosa è cambiato. Sono state offerte dall’UE garanzie unilaterali a Londra nel tentativo di avere un’uscita ordinata di Londra dal club dei ventotto. Si tratta di impegni giuridicamente vincolanti, come volevano oltre Manica. Un colpo di scena che potrebbe cambiare il finale di una storia dall’esito che sembrava segnato.

La riunione degli ambasciatori tenuta oggi a Bruxelles ha preso atto che non ci sono passi avanti e che, soprattutto, continuano a mancare proposte da parte britannica. Ai ventisette diplomatici rappresentanti degli Stati membri, il negoziatore capo dell’UE, Michel Barnier, ha detto che stando così le cose non c’è motivo di avere incontri nel fine settimana con i negoziatori britannici. Ciò nonostante l’Unione europea tende la mano alla controparte, mettendo sul tavolo negoziale nuove proposte nel tentativo sempre più disperato di uscire dall’impasse.

Un’interpretazione “legalmente vincolante” dell’accordo di ritiro è la prima delle offerte che arrivano da Bruxelles. E’ una concessione a Londra, che non si fidava di allegati politici all’accordo già bocciato da Westminster. In secondo luogo, se l’Ue viola gli obblighi di buona fede previsti dall’allegato giuridicamente vincolante all’accordo di ritiro, il Regno Unito avrà diritto alla sospensione degli obblighi di rispetto del backstop. E questa la garanzia che le condizioni sull’Irlanda non saranno utilizzate per tenere Londra in ostaggio nei negoziati su altri capitoli delle future relazioni.

Ancora, si riconosce al Regno Unito la possibilità di “uscire unilateralmente dal territorio doganale unico”, però tutti gli altri elementi di garanzia minima (backstop) per il funzionamento della frontiera irlandese “devono essere mantenuti” proprio per evitare la chiusura della frontiera. Si chiarisce che il Regno Unito “non sarà costretto in unione doganale contro la sua volontà”.

L’UE cerca di togliere Londra dai guai, per evitare guai lei stessa. “Non mi interessa lo scarica-barile, mi interessano i risultati. Siamo ancora al lavoro”, dice Barnier. “Continueremo a lavorare intensamente nei prossimi giorni per fare in modo che il Regno Unito esca con un accordo”.

La decisione presa a bruxelles arriva nel giorno in cui la premier britannica, Theresa May, a Grimbsy, avvertiva i deputati britannici e colleghi di partito che “con la bocciatura dell’accordo di uscita l’unica certezza sarebbe l’incertezza”. May ricorda che la partecipazione al referendum sulla Brexit è “la più grande da una generazione” a questa parte, e proprio per questo “la Brexit non appartiene ai deputati, ma al Paese intero”. I cittadini, ricorda May, “volevano un maggiore controllo sulle cose che contano per loro, e l’accordo sull’accordo davanti al Parlamento dà loro quel controllo”.

L’UE e May dunque lavorano all’ultimo miglio, al passo mancante per un accordo bello e confezionato. Martedì la camera di comuni sarà chiamata a esprimersi nuovamente, ma con nuove, maggiori garanzie. L’Ue ha fatto le sue mosse, May le avalla e mette in guardia. E’ questo il momento della verità.

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