HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
Potere ai consumatori, regole più ferree contro chi presta servizi difettosi

Potere ai consumatori, regole più ferree contro chi presta servizi difettosi

Il Parlamento europeo ha votato a favore di due nuove direttive per i diritti dei consumatori nel mercato digitale e non. L'inversione dell'onere della prova a vantaggio dei consumatori viene prolungato ad un anno

Bruxelles – Il Parlamento europeo ha votato a favore di due nuove direttive, “sui contenuti digitali” e “sulla vendita di beni” che rafforzano i diritti dei consumatori, rafforzando il diritto di indennizzo nel caso in cui un prodotto digitale acquistato si rivelasse difettoso.

La prima direttiva garantisce maggiore protezione nel momento in cui gli utenti acquistano musica, video, app, o servizi quali i cloud, promuovendo la parità di trattamento per i consumatori che forniscono dati in cambio di contenuti o servizi digitali, e per quelli che pagano per fruirne. Nei casi in cui i prodotti acquistati si mostrino difettosi i consumatori avrebbero diritto ad una riduzione del prezzo, o al rimborso entro 14 giorni, se il problema sorto non fosse risolto in tempi ragionevoli.

La garanzia sui prodotti dovrà avere una durata minima di due anni per tutti gli Stati membri, di cui però solo nel primo anno l’onere della prova in caso di malfunzionamenti resta nelle mani del prestatore del servizio, almeno che questo non sia fornito in maniera continua e non una tantum. In quest’ultima ipotesi l’onere della prova rimane al commerciante per tutta la durata del contratto così come rimane la garanzia sul prodotto.

La seconda direttiva “sulla vendita di beni” invece riguarda qualsiasi prodotto o servizio venduto sia online che offline. Qui il commerciante sarà responsabile in caso di difetti per due anni dal momento dell’acquisto da parte del consumatore di un suo prodotto, ed anche qui l’inversione dell’onere della prova a vantaggio dei consumatori durerà un anno, sempre con la possibilità da parte degli Stati membri di poter prolungare questi periodi una volta che recepiranno le direttive all’interno del loro ordinamento nazionale.

ARTICOLI CORRELATI