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Nell'UE aumentano consumatori di crack e cocaina. Italia tra i principali mercati

Nell'UE aumentano consumatori di crack e cocaina. Italia tra i principali mercati

Il rapporto 2019 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) conferma che il problema rimane, e si fa più difficile da contrastare

Bruxelles – Il traffico di droga aumenta, e le nuove tecnologie rendono le sostanze stupefacenti ancor più accessibili. C’è una sorta di “huberizzazione” del fenomeno, con i corrieri che oggi si trovano su internet. E’ solo uno dei rilievi mossi dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) nel rapporto 2019 sulle droghe. “La situazione è peggiorata in molti Paesi nel mondo, e l’Europa non fa eccezione”, premette il commissario per gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, nel presentare i risultati dello studio.

Un indice del deterioramento della situazione è dato dall’aumento del numero di consumatori di crack entrati in trattamento dal 2014, e “segnalato in Belgio, Irlanda, Francia, Italia, Portogallo e nel Regno Unito”. E’ proprio oltre Manica che si fa maggior uso di questa sostanza. Ma è la cocaina a ritagliarsi uno spazio sostanzioso nel documento dell’osservatorio europeo.

Dal 2014 il numero di nuovi utenti presi in carico da servizi di trattamento per problemi legati alla cocaina è cresciuto di oltre il 35% ed è aumentato in circa due terzi dei paesi presi in esame. Complessivamente nel 2017 la cocaina è stata indicata come droga primaria da circa 73mila persone entrate nei centri di trattamento della tossicodipendenza, e da oltre 33mila utenti in cura per la prima volta. Quasi i tre quarti (73 %) di tutte le richieste di trattamento specialistico per dipendenza da cocaina in Europa sono riconducibili a Spagna, Italia e Regno Unito.

Tra gli intervistati che hanno segnalato l’uso di cocaina, la percentuale che ne fa uso frequentemente (più di 50 giorni nell’ultimo anno) supera il 10% in Belgio, Cipro, Francia, Italia e Lussemburgo. Questi gli Stati membri con i cocainomani più incalliti. IN generale, rileva lo studio, “il numero totale dei consumatori entrati per la prima volta in trattamento per consumo di cocaina è aumentato del 37 % tra il 2014 e il 2017, e gran parte di questo aumento è riconducibile all’Italia e al Regno Unito”.

Non si arresta il consumo di oppiacei, uso e costume in Germania, Spagna, Francia, Italia, Regno Unito. I tre quarti del numero stimato di consumatori ad alto rischio di oppiacei (77 %) sono riconducibili a questi cinque paesi.

Dovendo fare una classifica di “pericolosità”, la cocaina è stata la droga più implicata negli accessi a strutture ospedaliere nel 2017, seguita da eroina e cannabis. Tutti questi numeri dimostrano che “la lotta alla droga e alle dipendenza dalla droga non è semplice”, dice Avramopoulos. “La consegna della droga è sempre più digitalizzata: avviene con i social, si internet e attraverso sistemi criptati. Questo sviluppo tecnologico rende la situazione più complicata”.

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