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Acciaio, la Comissione Ue blocca la fusione tra Tata Steel e ThyssenKrupp
La commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager - foto European Commission

Acciaio, la Comissione Ue blocca la fusione tra Tata Steel e ThyssenKrupp

La Commissaria per la Concorrenza, Margrethe Vestager, a conferma delle preoccupazioni già espresse dall'Antitrust per il joint venture dell'acciaio tra la multinazionale indiana e il colosso tedesco

Bruxelles – “Abbiamo proibito  la fusione per evitare seri danni alle industrie Ue e ai consumatori”. Si è espressa così la Commissaria Ue per la Concorrezza, Margrethe Vestager, riferendo come la Commissione europea abbia proibito la creazione di una joint venture dell’acciaio nell’area economica europea, ovvero un contratto con cui le imprese si accordano per collaborare al fine di raggiungere un determinato scopo, tra la multinazionale indiana Tata Steel e il gruppo industriale tedesco ThyssenKrupp, entrambi colossi dell’industria siderurgica.

Riferendosi al Regolamento europeo sulle Concentrazioni, secondo Vestager la fusione avrebbe “ridotto la concorrenza e aumentato i prezzi per diversi tipi di acciaio”, spiegando come “le parti non hanno offerto soluzioni adeguate alle preoccupazioni che l’Antitrust aveva gia espresso” sotto il profilo concorrenziale aprendo un’indagine formale.

Il piano di fusione, annunciato nel 2017, avrebbe portato alla creazione del secondo gruppo siderurgico in Europa dopo ArcelorMittal. Infatti “l’acciaio è un contributo fondamentale per molte cose che usiamo quotidianamente, un settore dove milioni di persone lavorano in Europa e da cui le imprese dipendono principalmente dalla competitività dei prezzi per poter competere nel campo dell’acciaio a livello globale” ha detto la Commissaria.

Quindi l’esecutivo comunitario temeva seriamente che l’operazione avrebbe portato ad una riduzione dei costi di produzione e un aumento dei prezzi per i clienti europei, creando così, un leader sul mercato, principalmente per il comparto automotive e degli imballaggi, essendo entrambe le multinazionali produttrici significative di rivestimenti metallici e acciaio laminato, e diminuendo di fatto la concorrenza.

Infatti il settore siderurgico europeo è un elemento chiave in tutta l’EEA (Economic European Area) dove sono presenti 500 siti produttivi in 23 Stati membri dell’UE. La decisione della Commissione di bloccare il joint venture tende a preservare una concorrenza effettiva sul mercato europeo e una competitività nel settore della fornitura di acciaio.