Bruxelles – Il primo trimestre 2019 vede il costo orario del lavoro in Europa crescere del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2018, con l’Italia che ha il medesimo tasso di crescita medio dell’UE28 ma più alto della media dell’UE19, con un +2,6%.
I dati derivano dal calcolo delle componenti salariali e non, con le seconde che si riferiscono principalmente ai contributi sociali a carico dei datori di lavoro. Nel costo orario la componente retribuzioni è aumentata del 2,3% nella zona euro, con quella non salariale cresciuta del 2,2%. Nell’UE 28 invece i numeri sono rispettivamente del +2,5% e del +2,2%. Per l’Italia invece la componente salariale si è fermata all’1,9 per cento, in controtendenza.
Gli aumenti più rilevanti del costo orario del lavoro sono stati registrati in Romania (+ 16,3%) e Bulgaria (+ 12,9%), mentre l’unico calo si è avuto in Grecia (-0,2%).




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