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G20, Tusk ai Leader mondiali:

G20, Tusk ai Leader mondiali: "Bisogna svegliarsi prima che sia troppo tardi"

Il presidente del Consiglio europeo in visita al museo in onore delle vittime della bomba atomica di Nagasaki, ribadisce la necessità di assumere maggiori responsabilità per la pace e per un ordine mondiale sicuro ed equo

Bruxelles – “Continuiamo a fingere di avere il pieno controllo delle dinamiche degli eventi e dei cambiamenti, ma questa non è altro che un’illusione”. A due giorni dall’incontro dei leader mondiali a Osaka per il G20 del 28 e 29 giugno, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk visita Nagasaki, città distrutta dalla bomba atomica alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e ammonisce come questo evento “dovrebbe essere una lezione di responsabilità per il futuro comune del nostro pianeta”.

Appellandosi ai partecipanti del G20 dopo la sua visita al museo in onore delle vittime della bomba atomica di Nagasaki, Tusk ribadisce quanto sia necessario “svegliarsi prima che sia troppo tardi”, invitando i Leader mondiali a capire e ad assumersi  delle “responsabilità non soltanto per i propri interessi, ma soprattutto per la pace mondiale e per un ordine universale sicuro ed equo”.

“Siete voi i Leader delle superpotenze mondiali, i responsabili del fatto che la lezione di Nagasaki non sarà vana”, dice il Presidente Tusk, ricordando come ” le minacce di un ricatto nucleare sempre presente nella politica della Corea del Nord e nella retorica dell’Iran o dai conflitti in Siria, Ucraina o Libia, o i conflitti commerciali tra le superpotenze, la crisi climatica e le sfide tecnologiche ci mostrano quanto il mondo sia arrivato vicino all’orlo del baratro”.

Tusk riflette sul fatto che ciò non fa altro che aggravare la situazione mettendo in evidenzia anche le conseguenze non ancora pienamente riconosciute delle minacce provenienti dalla crisi climatica. “La scena globale non può diventare un’arena dove i più forti detteranno le loro condizioni ai più deboli senza riserve, e dove le emozioni nazionalistiche domineranno sul buon senso”, conclude il presidente del Consiglio Ue ribadendo come “la consapevolezza di tutti questi rischi dovrebbe guidare le discussioni di Osaka”.

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