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Il lavoro è

Il lavoro è "a casa", in Italia meno pendolari della media europea

Dati Eurostat, nel 2018 in tutta l'Ue si sono spostati da una regione all'altra 18,3 milioni di persone, pari all’8,3% degli occupati. In Italia solo i molisani sopra la media europea, poi solo valori inferiori, anche di molto

Bruxelles – Il pendolarismo, questo fenomeno sconosciuto. In Italia le persone che per lavorare si spostano da una regione all’altra sono meno della media europea. Secondo i dati Eurostat diffusi oggi, nel 2018 tra i 220 milioni di occupati 18,3 milioni, pari all’8,3%, in tutta l’UE i residenti di una regione hanno sconfinato nel territorio di un’altra regione.

Tra tutti i cittadini italiani sono quelli del Molise hanno viaggiato più della media dei colleghi pendolari d’Europa: il 9,1% delle persone con un lavoro nella regione del Mezzogiorno ha varcato i confini regionali. Dopo i molisani ci sono i residenti in Basilicata a viaggiare di più in Italia per recarsi al lavoro (6,2%). Segue, in questa speciale graduatoria, l’Umbria (5,5%).

In generale in Italia il pendolarismo riguarda una percentuale molto bassa di quanti hanno un impiego. Si va dai livelli ‘sotto zero’ della provincia autonoma di Bolzano (0,6%), a quelli minimi di Lazio e Sardegna (1,6% ciascuno), fino ai valori più alti riguardanti le popolazioni delle tre regioni già menzionate.

Numeri irrisori se paragonati a quelli di regioni quali la Outer London South, in Regno Unito, dove essere pendolari è praticamente la regola (61,3%). Proprio il Regno Unito, assieme al Belgio, sono gli Stati dell’UE col più alto tasso di pendolarismo (21% ciascuno), seguite dai Paesi Bassi (17%).