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Dalla BEI 250 milioni di euro a ricerca Enea per l’energia pulita da fusione

Dalla BEI 250 milioni di euro a ricerca Enea per l’energia pulita da fusione

Il progetto vuole fornire le risposte alle principali criticità scientifiche e tecnologiche relative alla fusione nucleare. Previsti 1.500 posti di lavoro e un impatto positivo sull'economia italiana con un indotto stimato di circa due miliardi di euro sul PIL nazionale

Bruxelles – Con un finanziamento di 250 milioni di euro la Banca europea per gli investimenti (BEI) sostiene la ricerca dell’Agenzia nazionale italiana per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) per l’energia pulita e sicura da fusione nucleare. Un investimento complessivo da 500 milioni di euro che, grazie anche alla convenzione siglata con la Regione Lazio, permetterà di realizzare e  sviluppare il nuovo polo scientifico e tecnologico internazionale dell’ENEA a Frascati, nei pressi di Roma.

Dunque la sfida della fusione nucleare per produrre energia sicura e pulita entro il 2050, indica la Banca europea degli investimenti, può contare da oggi su una macchina sperimentale di grande rilievo che verrà realizzata nel nostro Paese. Per questo l’ENEA è pronta ad avviare il progetto Divertor Tokamak Test (DTT, divertitore) con l’obiettivo di fornire le risposte ad alcune delle principali criticità scientifiche e tecnologiche relative alla fusione nucleare, in particolare di come controllare la grande quantità di calore che viene generata.

I fondi stanziati dalla BEI hanno anche la garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), il pilastro del Piano europeo per gli investimenti, il cosiddetto Piano Juncker. Il progetto inoltre è finanziato principalmente da EUROfusion, il programma dell’Ue per la produzione di energia pulita e sicura da fusione nucleare lanciato nel 2014, che contribuirà con 60 milioni a valere sui fondi Horizon 2020, dal Ministero dell’Istruzione e da quello dello sviluppo economico con 40 milioni ciascuno e infine dalla Regione Lazio con 25 milioni.

Circa 1.500 scienziati e tecnici saranno coinvolti nel progetto e gli effetti sulla ricerca scientifica mondiale e sull’economia italiana saranno positivi, con un indotto stimato di circa due miliardi di euro sul PIL nazionale.

“Per fare dell’Europa la prima grande economia neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, dobbiamo continuare ad investire in nuove soluzioni tecnologiche”, ha commentato Il Commissario Ue per l’azione per il clima e l’energia,  Miguel Arias Cañete, il quale, definendo  “la fusione nucleare una fonte potenziale di energia sicura, senza emissioni di carbonio e praticamente illimitata”, ha dichiarato che “la decisione di investire in un tale progetto è un passo in avanti verso questo obiettivo”.

Secondo il Presidente il Presidente dell’ENEA, Federico Testa, “la realizzazione del progetto è un grande successo, perché consentirà di dare risposte a problematiche complesse del processo di fusione, confermando la forte leadership dell’Italia in questo campo”. Con tali innovazione “le imprese imprese italiane hanno vinto oltre 1,2 miliardi di euro di contratti in questo campo” ha continuato Testa durante la presentazione dell’intero progetto avvenuta oggi a Roma.

Parole che sono state condivise anche dal il Vicepresidente della BEI, Dario Scannapieco, che, dichiarandosi “orgoglioso di come la BEI sostenga con una quota così importante la realizzazione dei nuovi laboratori di Frascati”, ha sottolineato come “il progetto ENEA riguarda due aspetti fondamentali per l’Europa, l’innovazione e lotta al cambiamento climatico, per cui bisogna fare di più in questi campi per guardare al futuro del nostro pianeta con speranza e ottimismo”.