HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
Thomas Cook fallisce: almeno 300mila viaggiatori bloccati all'estero

Thomas Cook fallisce: almeno 300mila viaggiatori bloccati all'estero

A rischio 22mila posti di lavoro nel mondo, di cui 9mila nel Regno Unito. Duro Boris Johnson: "I manager dell'azienda potevano risolvere il problema"

Bruxelles – L’epilogo era annunciato, ma ora è ufficiale: dopo 178 anni di attività, la compagnia turistica britannica Thomas Cook ha dichiarato bancarotta. Le ultime trattative con i creditori sono saltate nella notte e il colosso di viaggi ha annunciato con una nota che “sono cancellati tutti i futuri voli e le future vacanze”.

“E’ il più grande rimpatrio mai avvenuto in tempo di pace”, ha commentato a caldo la BBC, con 150mila cittadini britannici da riportare a casa a cui si aggiungono, per il momento, decine di migliaia di altri viaggiatori europei all’estero. In Germania, dove la compagnia aerea aveva il più florido mercato, sono 140mila i cittadini da rimpatriare, sostiene il Tagesschau. Le compagnie assicurative tedesche, spiega la BBC, si stanno organizzando per sopperire, ove possibile, ai disagi e alle possibili richieste di copertura. I Belgi lasciati a terra sono 10mila.

Un tracollo che grava sulle spalle di 22mila lavoratori nel mondo, di cui 9mila in Gran Bretagna: numeri che per i quali il CEO di Thomas Cook, Peter Fankhauser, ha rivolto le sue scuse “ai milioni di clienti e alle migliaia di dipendenti” dell’azienda. Da Londra, il corrispondente di BBC, Thomas Burridge, fa sapere che oggi 16mila viaggiatori sarebbero dovuti tornare a casa con i voli della compagnia e che le autorità sperano di riuscirne a imbarcare 14mila su voli charter. “I clienti provenienti dal Regno Unito – fa sapere il Dipartimento per i trasporti – verranno rimpatriati in data il più possibile prossima a quella che avevano prenotato”.

Ma perché non si è riusciti a prevenire il collasso? L’azienda aveva chiesto al governo britannico di innescare un’operazione di salvataggio di 250 milioni, che le era stato negato. I grossi debiti che questa aveva accumulato (circa 1,5 miliardi di sterline) e le attività portate avanti nell’High Street business non la candidavano facilmente al salvataggio nell’era del fai da te on line, ha spiegato Grant Shapps, Segretario del governo per i Trasporti. Il premier Boris Johnson ha apertamente criticato i manager dell’azienda: “C’è da chiedersi quanto i dirigenti di questa società fossero adeguatamente incentivati a risolvere i loro problemi”. Poi, pensando alle migliaia di vacanzieri trattenuti lontano da casa, ha aggiunto: “Faremo del nostro meglio per riportarli a casa. In un modo o nell’altro lo Stato dovrà intervenire per aiutarli”.

Per quanto riguarda le ripercussioni su turisti italiani, Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria per il Turismo al ministero per i Beni Culturali spiega che “stiamo seguendo insieme al ministero degli Esteri le ripercussioni del fallimento Thomas Cook per verificare se ci sono nostri connazionali bloccati all’estero e nel caso dare loro assistenza attraverso l’unità di crisi della Farnesina che si è subito attivata. Stiamo anche verificando gli effetti e i danni per le imprese e i lavoratori del settore turistico italiano”.

Oltre ai guai finanziari che hanno provocato il tracollo di Thomas Cook, ad aggravare la situazione è ora la Brexit. “Non c’è alcun dubbio che abbia spinto molti clienti britannici a rinviare i piani per le loro vacanze”, si era difeso lo scorso maggio Peter Frankhauser. “Certo è che le condizioni psicologiche e le incertezze sulla Brexit non hanno giocato a favore di Thomas Cook”, ha detto poi l’esperto di aeronautica, Jean Collard. “La mancanza di fiducia in ciò che accadrà e l’assenza di chiarezza sul caso Brexit hanno rallentato il turismo, ma hanno fatto anche precipitare le cose”.

Stretta Ue sugli imballaggi, la Commissione propone obiettivi di riuso per ridurre i rifiuti e rassicura l'Italia:
Economia

Stretta Ue sugli imballaggi, la Commissione propone obiettivi di riuso per ridurre i rifiuti e rassicura l'Italia: "Molto è stato fatto, ma vogliamo di più"

Nel quadro del pacchetto sull'economia circolare, la Commissione propone la controversa revisione della direttiva imballaggi che ha destato preoccupazione in Italia. Il vice presidente Timmermans in italiano chiarisce che “nessuno vuole mettere fine alle pratiche di riciclo che funzionano bene o mettere in pericolo gli investimenti”