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Omicidio Galizia, terremoto a Malta: si dimettono due ministri e il capo di gabinetto del premier
Daphne Caruana Galizia, la giornalista assassinata a Malta

Omicidio Galizia, terremoto a Malta: si dimettono due ministri e il capo di gabinetto del premier

Erano stati accusati di corruzione dalla giornalista. Alcuni di loro sarebbero già stati interrogati dalla polizia. L'opposizione accusa il primo ministro di "mafia". Il Parlamento presidiato dalla polizia che tiene lontani i cittadini

Bruxelles – Il ministro dell’Economia, quello del Turismo e il capo di gabinetto del primo ministro maltese Joseph Muscat si  sono dimessi, travolti dalle indiscrezioni che li coinvolgono nell’ambito delle indagini sull’omicidio della giornalista anticorruzione Daphne Caruana Galizia nell’ottobre 2017.

Secondo voci raccolte a Malta Keith Schembri, il capo di gabinetto dimissionario, sarebbe stato interrogato dalla polizia in merito a caso Galizia. Dei poliziotti sono stati visti entrare in una delle sue proprietà martedì. Lo stesso Muscat ha confermato le sue dimissioni alla stampa.

Schembri e l’attuale ministro del turismo (ora dimissionario) Konrad Mizzi, erano stati accusati di corruzione da Caruana Galizia in merito ad alcuni appalti nel settore dell’energia, della quale Mizzi era ministro nel 2017. Il ministro dell’Economia, Chris Cardona, anche lui accusato di corruzione da Galizia, ha detto di essersi “auto sospeso” per via delle forti pressioni politiche cui è sottoposto. Secondo fonti giornalistiche sarebbe stato già sentito dalla polizia. L’indagine nelle ultime settimane ha avuto una forte accelerazione dopo l’individuazione del presunto intermediario tra mandanti ed esecutori dell’omicidio, che ha parlato con gli inquirenti in cambio di una grazia dal presidente della Repubblica.

Muscat questa mattina ha affermato di voler portare a termine il suo secondo mandato da premier e di non ricandidarsi per un terzo. Nel pomeriggio la tensione è esplosa in Parlamento, dove all’indirizzo del premier dall’opposizione qualcuno ha gridato “mafia”. Il gruppo socialdemocratico, secondo quanto ha riferito il primo ministro, gli ha confermato fiducia all’unanimità.

All’esterno del Parlamento la polizia ha posto delle barriere protettive, cosa inusuale, per tenere lontano i cittadini. Per percorrere le poche decine di metri dal suo ufficio al Parlamento Muscat è stato portato dalla sua scorta con un’auto blindata.

AGGIORNAMENTO del 27 dicembre: Schembri è stato posto in stato di fermo dalla polizia nella serata di ieri.