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    Home » Politica » Clima, Strasburgo dichiara “emergenza climatica” e punta a emissioni zero entro il 2050

    Clima, Strasburgo dichiara “emergenza climatica” e punta a emissioni zero entro il 2050

    L'eurocamera approva a Strasburgo due risoluzioni con l'obiettivo di accelerare il raggiungimento della neutralità climatica del continente europeo entro il 2050

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    28 Novembre 2019
    in Politica

    Bruxelles – Dichiarare l’emergenza climatica e ambientale e portare dal 40 al 55 per cento i tagli delle emissioni di CO2 nel continente europeo entro il 2030. A Strasburgo, il piano di azione per il clima si fa più ambizioso, con l’approvazione da parte dell’Eurocamera di due risoluzioni separate ma compatte nel sollecitare l’UE a fare di più per raggiungere gli obiettivi di un continente a emissioni zero entro il 2050.

    Il primo atto di indirizzo – adottato con 429 voti favorevoli, 225 contrari e 19 astenuti – dichiara l’esistenza di “un’emergenza climatica e ambientale” e nel farlo esorta contestualmente “la nuova Commissione a effettuare una valutazione completa dell’impatto climatico e ambientale di tutte le proposte legislative e di bilancio” rimanendo in linea con l’obiettivo di circoscrivere il riscaldamento globale al 1,5°. Nella serata di lunedì, gli eurodeputati, su proposta del PPE, hanno discusso sulla possibilità di adottare per la risoluzione il termine “urgenza” anziché “emergenza” (climatica e ambientale): l’emendamento presentato dai Popolari è stato però respinto nel corso del dibattito di questa mattina. La seconda risoluzione – approvata con 430 voti a favore, 190 contrari e 14 astensioni – punta invece a vincolare l’Unione a una riduzione delle emissioni di gas effetto serra del 55 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli registrati nel 1990. Obbligando al contempo i singoli stati membri ad adeguarsi e rimanere al passo con livelli più alti di ambizione anche a livello nazionale.

    A poche ore dal voto di fiducia al nuovo Esecutivo von der Leyen, la risoluzione invita inoltre la nuova presidente a definire mediante il Green Deal europeo “una strategia globale e ambiziosa per un’Europa climaticamente neutra al più tardi entro il 2050”, includendo dunque nel suo patto verde per l’Europa anche l’obiettivo di ridurre del 55 per cento le emissioni nazionali di GES entro il 2030.

    Pochi giorni fa l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha reso noti nuovi dati sui livelli di concentrazione di CO2 nell’atmosfera, registrando 407,8 parti per milione di gas nel 2018, in aumento rispetto ai livelli (405,5 parti per milione) osservati l’anno precedente. “Non vi è alcun segno di rallentamento, per non parlare di un calo, nella concentrazione di gas serra nell’atmosfera nonostante tutti gli impegni previsti dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici” sottolinea il segretario generale dell’Organizzazione, Petteri Taalas, che ha sollecitato a tradurre gli impegni in azioni e aumentare il livello di ambizione “per il bene del futuro benessere dell’umanità”. Questo perché l’aumento costante dei livelli di concentrazione di gas effetto serra, senza dare segnali di rallentamento, lascia intravedere un futuro in cui le prossime generazioni dovranno far fronte a conseguenze sempre più gravi del cambiamento climatico.

    Le tematiche saranno al centro della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, la Cop25, in programma da lunedì fino al 13 dicembre a Madrid, a cui prenderà parte anche una delegazione dell’Eurocamera. Si dichiara orgoglioso Pascal Canfin (Renew Europe), promotore della risoluzione, “di aver raccolto la maggioranza al Parlamento europeo per rendere l’Europa il primo continente a dichiarare un’emergenza climatica e ambientale. Per il francese, il fatto di aver approvato le risoluzioni prima della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima e dopo l’iniziativa degli Stati Uniti di chiamarsi fuori dagli impegni per l’accordo sul clima è “un messaggio forte nei confronti dei cittadini e del resto del mondo”.

    Di contro, c’è anche chi ritiene che il provvedimento possa danneggiare l’industria europea e italiana: “L’Europa deve smetterla di sentirsi in colpa e di avere un atteggiamento così debole di fronte a questa narrazione che ci fa sembrare causa dell’inquinamento mondiale quando le nostre imprese sono responsabili di solo il 10 per cento delle emissioni di CO2 in atmosfera e sono fra le più performanti del mondo in termini di sostenibilità ambientale” ribatte Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia nel PPE.

    Tags: accordi sul climaclimacop25emissioni CO2parlamento europeo

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