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    Home » Economia » La maggioranza difende l’intesa dell’Eurogruppo. Timori dei Cinquestelle sul MES

    La maggioranza difende l’intesa dell’Eurogruppo. Timori dei Cinquestelle sul MES

    "Ottimo primo tempo, ora vincere la partita" dice Gualtieri. Dalla Lega insulti a valanga ma Forza Italia si smarca e per Tajani l'intesa "è un passo avanti".

    Nicola Corda</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@NicolaCorda" target="_blank">@NicolaCorda</a> di Nicola Corda @NicolaCorda
    10 Aprile 2020
    in Economia

    Roma – Il compromesso. Meglio un pacchetto completo da 500 miliardi  per reggere alla crisi , piuttosto che lo scontro frontale che porterebbe a non fare nulla. L’Italia per come si erano messe le cose sapeva che non sarebbe stato possibile ottenere di meglio e Giuseppe Conte ora dovrà provare a strappare qualcosa di più nel prossimo Consiglio europeo dopo la pausa pasquale.

    “Ottimo primo tempo, adesso naturalmente dobbiamo vincere la partita” sintetizza il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, intendendo che ci sono margini di miglioramento. L’intesa di ieri è la proposta dell’Eurogruppo che ora i capi di stato e di governo dovranno esaminare e se possibile incrementare. “Siamo passati da un testo su cui avevamo messo il veto e che conteneva come unica proposta il Mes con alcune condizioni” a un testo “con quattro strumenti” ha detto il ministro.

    “Sul tavolo abbiamo messo la proposta di un fondo per la ripresa finanziato con l’emissione di titoli comuni”.  Non sono i coronabond dei quali non si più neppure fare il nome ma un vago ricorso “strumenti finanziari innovativi” sui quali  L’Italia vuole continuare la battaglia nel Consiglio dei capi di governo. Sul Mes, Gualtieri spiega che “è stata eliminata ogni condizionalità, per cui per i Paesi che lo vorranno ci sarà un’altra linea di liquidità pari al 2% del Pil, attivabile senza condizioni”.

    L’Italia  non “sbatte i pugni ma fa proposte” commenta il ministro degli Affari europei Enzo Amendola, che invita a guardare agli obiettivi e non agli slogan: “Strumenti come i bond o sono sul tavolo o ci arriveranno con definizioni tecniche”.

    L’intesa su Meccanismo europeo di stabilità per la maggioranza è il punto più delicato, che mette sulla difensiva il Movimento 5 Stelle. “Non è stato attivato, noi non lo accettiamo perché le condizioni non ci sono ora ma ci saranno” commenta Vito Crimi, “ci aspettiamo che Conte ribadisca il suo no”.  Tuttavia, il risultato dell’intesa è frutto anche del ‘piano B’ concordato con il ministro Luigi Di Maio e forse alla fine basterà l’assicurazione che l’Italia non vi ricorrerà.

    Sul fronte opposto, Forza Italia con Antonio Tajani che considera quello di ieri “una passo in avanti dell’Eurogruppo, ora tocca al Consiglio europeo decidere e stabilire la portata del Recovery Found. Servono centinaia di miliardi”.

    Senza freni gli attacchi della Lega che nella notte ha scatenato una valanga d’insulti su Gualtieri, infiammati da Claudio Borghi. “Traditore e pagliaccio, una cosa rivoltante: due settimane con il paese in lockdown per farsi ordinare dagli olandesi come farsi prestare i soldi della tachipirina”. La parola traditore è la più usata anche da Fratelli d’Italia con la leader Giorgia Meloni che accusa il governo “di aver firmato l’attivazione del Mes e di aver messo l’Italia sotto tutela”.

    Nulla di ciò corrisponde al vero, Gualtieri replica che si tratta di “accuse grottesche, Salvini e Maloni ignorano che il Mes esiste e che ci sono condizionalità, cioè il controllo della troika”. Con l’accordo è stata inserita una nuova linea di credito che paesi che lo vorranno possono utilizzare. “Si tratta di uno strumento facoltativo al quale l’Italia non ha deciso di accedere.

    Tags: Claudio Borghicoronabondcrisi coronaviruseurogruppogiorgia melonigiuseppe contemesRoberto GualtieriVito crimi

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