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    Home » Economia » Aerei, voucher e frontiere, le tante raccomandazioni UE per salvare l’estate 2020

    Aerei, voucher e frontiere, le tante raccomandazioni UE per salvare l’estate 2020

    Si cerca di rimettere in moto un settore che vale il 10% del PIL dell'UE, ma "la stagione estiva resta difficile". In nome della sicurezza può sparire il bagaglio a mano, chiusi gli autogrill non puliti e disinfettati

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    13 Maggio 2020
    in Economia

    Bruxelles – La Commissione può fare poco, ma per quel poco che può tenta di salvare le vacanze estive ed alleviare le sofferenze del settore turismo. Premessa obbligatoria: “La stagione estiva di quest’anno resterà difficile”, sottolinea Thierry Breton, commissario responsabile per Mercato interno e industria. “La crisi da COVID-19 non è finita, e il virus ci accompagnerà ancora per qualche tempo”. Impossibile dunque procedere come se tutto fosse normale. Quindi si tratta di salvare il salvabile. “Non stiamo dicendo agli europei che devono rinunciare alle loro vacanze, ma queste saranno vacanze diverse, nel modo di godersele e pianificarle”, sottolinea Stella Kyriakides, commissaria per la Salute.

    Si presentano in cinque sul podio, divisi in due conferenze stampa diverse. Breton assieme alla vicepresidente esecutiva per la Concorrenza, Margrethe Vestager, mentre Kyriakides condivide la scena con le colleghe Adina Valean (Trasporti) e Ylva Johannson (Affari interni). Grandi manovre mediatiche per poca sostanza, linee guida e raccomandazioni. E’ il massimo che l’esecutivo può fare in un dominio di competenza non esclusiva. Per i consiglio agli Stati membri un quindi del collegio, a testimoniare l’attenzione che Bruxelles ha per un settore ritenuto strategico.

    Viaggi, trasporti, strutture ricettive, attività ricreativo-culturali e ristorazione insieme valgono il 10% del prodotto interno lordo dell’Unione europea, e “in undici Stati membri anche più del 10% del Pil nazionale”, sottolinea Vestager. “Milioni di posti di lavoro dipendono dal turismo, motivo di sicurezza e speranza per molte regioni”.

    I tanti documenti con cui la Commissione innaffia i governi contengono tante indicazioni, magari utili, ma comunque confuse, perché comunque tutte riferite a situazione in costante evoluzione. Ma si prova a mettere ordine, nei limiti del possibile. Ad ogni modo deve essere chiara una cosa: “Se vi recate in vacanza per il piacere di stare con altre persone e perché ci sono posti affollati, mi spiace deludervi, ma non sarà questo il caso”, taglia corto Vestager.

    Confini, avanti piano. Quest’anno vacanze in regione
    C’è la questione della libertà di circolazione. La Commissione invita a permettere di entrare e uscire dal Paese, e dunque a riaprire le frontiere, tenendo conto di tre aspetti: la valutazione “ravvicinata” delle situazioni epidemiologiche; la valutazione delle necessità di misure di contenimento, incluse quelle di distanziamento sociale; proporzionalità. In sostanza, Paesi confinanti con situazioni uguali possono anche permettere a cittadini UE di entrare e uscire.

    Johansson chiarisce che “non possiamo attenderci una riapertura di tutte le frontiere, poiché la situazione varia da Paese a Paese”. Però, “una volta che il confine è aperto, lo è per tutti, senza discriminazione di passaporti”. Ciò vale anche per i cittadini britannici, che fino al 31 dicembre di quest’anno hanno gli stessi trattamenti dei cittadini UE. Una misura volta a fare in modo che i cittadini UE già residenti in un altro Stato possano fare le proprie vacanze all’estero. Ad esempio se Belgio e Francia decidessero di riaprire la loro frontiera, un cittadini spagnoli o svedesi che vivono a Bruxelles potrebbero farsi le vacanze nella Loira.

    Gli Stati possono anche decidere di garantire libero accesso solo in alcune aree o regioni, per questo la Commissione suggerisce di prestare attenzione proprio a aree specifiche.

    Il nodo dei costi, e cosa fare prima di aprire gli alberghi
    Tutti vogliono che il turismo riparta, ma per permettere le vacanze occorre che le località di villeggiatura abbiano “sufficienti capacità sanitarie” in caso di bisogno. In tal senso, gli Stati membri “dovrebbero agevolare il rimpatrio” dei turisti e dei propri nazionali in vacanza all’estero. Tutti accorgimenti che hanno un costo, però.

    Quanto alle strutture ricettizie, prima di aprire si chiede di predisporre di “piani di risposta” a eventuali contagi o presenza di persone infette, far fare un corso di aggiornamento a dipendenti e staff sui sintomi del Coronavirus, e limitare il numero dei dipendenti favorendo il telelavoro laddove possibile. Concerti, spettacoli, e balli di gruppo dovrebbero “posticipati”, e le aree pubbliche interne ed esterne (bar, ristoranti, piscine, saune) possono essere usate a condizione che sia rispettato il distanziamento di sicurezza e siano sempre igienizzate

    A rischio il bagaglio a mano, come cambia viaggiare in aereo
    “Non stiamo raccomandando di ridurre il numero di posti a sedere”, tiene a precisare Valean, e in effetti il documento della Commissione non parla da nessuna parte di una simile misura. Però si pone l’accento sulla necessità di limitare i rischi di contaminazione lungo il percorso di viaggio, e si suggerisce in tal senso la “riduzione del movimento in cabina (ad es. meno bagaglio a mano, minori interazioni con l’equipaggio)”. Ancora, si suggerisce di “dare priorità ai documenti elettronici”, il che suggerisce il ricorso al solo check-in on-line. Rimane fermo l’obbligo di mascherina a bordo del velivolo, anche per il personale di bordo, e il potenziamento del sistema di areazione.

    Per venire incontro alle esigenze di aeroporti e compagnie, si suggerisce di non scaricare su di loro il costo di di adeguamento dei viaggi aerei. “Gli aeroporti e le compagnie aeree non sono qualificati per fornire servizi sanitari, come prendere decisioni sullo screening sanitario dei passeggeri, che dovrebbero essere attuate dalle autorità competenti”, recita la raccomandazione.

    Voucher più attraenti
    “Il consumatore ha sempre il diritto di chiedere il rimborso in denaro. Punto”. Più chiara Vestager non poteva essere. Ma siccome allo stesso tempo c’è il problema della liquidità delle compagnie aeree, la Commissione propone buoni spesa alternativi al rimborso, così da indurre al cliente quanto meno ad aspettare a chiedere indietro il denaro.

    In caso di cancellazione dei voli a causa Coronavirus, si propone di emettere buoni acquisto di validità di almeno di dodici mesi, rimborsabili (vale a dire cambiandolo con denaro contante) fino a 14 giorno dopo la scadenza. Per i voucher di validità di oltre 12 mesi, si potrà invece chiedere il rimborso entro 12 mesi dalla data di emissione.

    I buoni dovranno essere utilizzati per viaggi lungo la stessa tratta, alle stesse condizioni del viaggio precedentemente annullato, e si suggerisce di renderli validi per tutte le compagnie dello stesso gruppo. Alle agenzie di viaggio, si consigliano buoni da riutilizzare per offrire stessi servizi con operatori diversi. “Se gli Stati dovessero decidere di garantirli, la Commissione è pronta ad accettare lo schema”, a condizione che la garanzia si applichi a tutti i passeggeri oggetto della direttiva viaggi.

    Nuove regole per i viaggi in autobus
    La Commissione intende far rimettere in moto anche gli autobus. Questo però richiede diversi accorgimenti, quali l‘uso di finestre per la ventilazione “il più possibile” invece di aria condizionata, e la nuova politica di assegnazione dei posti. “Ad esempio le famiglie possono sedere insieme, mentre le persone che non viaggiano insieme dovrebbero essere separate”.

    Autogrill puliti e disinfettati, o sarà chiusura
    Per i viaggi in auto si raccomanda la pulizia della aree di sosta. Intanto “nelle stazioni dovrebbe essere attuata la gestione del flusso passeggeri”. E poi, “laddove non è possibile garantire livelli adeguati di sanità pubblica, è opportuno prendere in considerazione la chiusura di determinate aree di fermata o stazioni”. I controlli spetteranno alle autorità nazionali.

    Controlli a sorpresa sui treni
    Il trasporto su rotaia richiederà “regole comuni” per assicurare gli spostamenti tra Stati membri. Governi e autorità competenti ci stanno lavorando, e la Commissione sottolinea l’importanza di comunicare misure di sicurezza e informazioni. Quanto al trasporto urbano e locale, dato l’elevato numero di passeggeri trasportati quotidianamente e il numero di stazioni servite, il rispetto delle regole generali per un comportamento sicuro a tutela della salute pubblica, in particolare un’adeguata distanza, “dipende anche dalla diligenza e dal senso di responsabilità di ciascun passeggero”. Qui “i controlli casuali dovrebbero garantire un buon livello di conformità”.

    Tags: adina valeanaereiconfiniconsumatoricoronavirusfrontiere internelibera circolazioneMargrethe Vestagerthierry bretontrasportitrasporto aereoturismouevacanzevoucherYlva Johansson

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