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Il MES
Il presidente dell'Eurogrupo, Mario Centeno

Il MES "sanitario" pronto a distribuire i fondi da giugno

Bruxelles – Per il Recovery fund è necessario ancora un po’ di tempo, la Commissione europea presenterà la sua proposta il 27 maggio, e poi dovrà passare l’esame dei governo. Ieri però sono partiti gli altri strumenti che l’Unione europea ha messo in campo per fronteggiare la crisi economica determinata dalla pandemia da Coronavirus: 540 miliardi pronti praticamente subito.

Il board dei governatori del MES “ha confermato formalmente l’eligibilità di tutti gli Stati membri dell’area euro e ha reso lo strumento disponibile con effetto immediato”, ha annunciato ieri sera Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo, che ha dato il suo via libero definitivo alla nuova linea di credito speciale del Meccanismo europeo di stabilità (MES) e i fondi saranno disponibili da giugno, e a Sure, il mega fondo da 100 miliardi che da luglio dovrà finanziare la cassa integrazione per evitare i licenziamenti. Per quanto riguarda i 200 miliardi della Banca europea degli investimenti (BEI), ci sono ancora dettagli da mettere a posto, questione che potrebbe essere regolata già la prossima settimana.

Le risorse del MES (che per l’Italia si aggirano sui 36 miliardi) sono “disponibili, pronte per l’uso. La sola condizione, ripeto, la sola condizione per usarle è che i soldi devono essere utilizzati per spese sanitarie dirette e indirette. Non c’è niente di nascosto“, ha ribadito il commissario all’Economia Paolo Gentiloni. Ora “sta a ciascun governo decidere se vuole chiederne l’utilizzo”, ha aggiunto.

Per quanto riguarda il Recovery fund la strada non sembra semplicissima, però il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno ha spiegato che almeno “c’è accordo sulle caratteristiche chiave: deve essere temporaneo, mirato e commisurato ai costi straordinari di questa crisi, che deve aiutare a spalmarli nel tempo e deve garantire la solidarietà nei confronti dei Paesi più colpiti”.

L’Unione comunque, ha spiegato Gentiloni, lavora a dare “una risposta senza precedenti ad una crisi senza precedenti”.

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