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    Home » Economia » Merkel e Macron: 500 miliardi per il Recovery fund

    Merkel e Macron: 500 miliardi per il Recovery fund

    "Dovranno essere rimborsati dagli Stati" attraverso il bilancio comune, nessun aumento di debito per il singolo Paese. Soddisfatti von der Leyen e Michel, molto meno Sassoli

    Perla Ressese di Perla Ressese
    18 Maggio 2020
    in Economia, Politica
    Angela Merkel ed Emmanuel Macron durante la conferenza stampa di oggi.

    Angela Merkel ed Emmanuel Macron durante la conferenza stampa di oggi.

    Bruxelles – 500 miliardi per il Recovery Fund europeo. E’ la proposta di Emmanuel Macron e Angela Merkel (che rivoluziona la sua posizione) presentata oggi in una (video) conferenza stampa congiunta. Non sono i 1.000 che in molti speravano, e che chiede il Parlamento europeo, ma per i prossimi due o tre anni possono essere tanti soldi.

    “L’Europa deve rimanere unita: a questo scopo proponiamo di mettere insieme un fondo temporaneo di 500 miliardi di euro da mettere a disposizione delle spese necessarie” per risollevare l’economia, ha detto Angela Merkel. “E’ decisivo –  ha aggiunto la cancelliera, che un tale fondo sia rispettoso dei trattati e che rispecchi l’autonomia dei diversi Stati membri dell’Ue”.

    Questi soldi, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron serviranno “a rispondere alla crisi sanitaria ed economica e andranno a settori non solo tecnologici. E’ una forte risposta economica che aiuterà a combattere la disoccupazione nelle regioni più vulnerabili”.

    Il fatto che “il coronavirus ha avuto un impatto diverso su ciascun Paese”, ha spiegato la cancelliera “mette a rischio” la coesione dell’Ue. Per questo “è necessario uno sforzo straordinario e unico, al quale Germania e Francia sono pronti”.

    “Siamo 27 Stati, ma se noi diamo un impulso, dobbiamo agire in senso europeo, per uscire più forti da questa crisi”, ha scandito Merkel, secondo la quale le misure prese sino ad ora, “sono un grande contributo, ma non basta: abbiamo bisogno di un Recovery fund”, che dia “un contributo” perché “tutti i Paesi possano reagire nel modo giusto”.

    La mossa spiazza i premier dei Paesi che si definiscono “frugali”, e che fino ad oggi hanno agito sotto la copertura della Germania. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz si è affrettato a diffondere un paio di Tweet per dire che l’iniziativa franco-tedesca troverà la resistenza di alcuni Stati membri del nord dell’UE.

    Just had a good exchange with the Prime Ministers of #Denmark, #Netherlands & #Sweden on the expected proposal by the #EU Commission on the #RecoveryFund and the updated #MFF. pic.twitter.com/K0PwEosJq8

    — Sebastian Kurz (@sebastiankurz) May 18, 2020

    La scelta di Berlino e Parigi, pur ben definita nei tempi e nel volume, è un passo evidente verso la condivisione del debito, ipotesi fermamente contrastata da Paesi Bassi, Austria e Finlandia, e anche dalla Germania, ma Merkel ha cambiato linea, nel nome di uno sforzo “una tantum”, per affrontare una crisi “eccezionale che richiede risposte eccezionali”.

    Questi 500 miliardi saranno però, secondo la proposta franco-tedesca dei prestiti: “Dovranno essere rimborsati”, ha precisato Macron. Ma, ha aggiunto, “non saranno però rimborsati dai destinatari ma dagli Stati membri” negli anni, con i loro contributi al bilancio UE.

    In pratica, come spiega l’economista Henrik Enderlein su Twitter

    https://twitter.com/henrikenderlein/status/1262425872419741701

    Il massimale di spesa nel bilancio dell’UE sarebbe aumentato a circa il 2% dell reddito nazionale lordo (RNL) (attualmente è circa l’1% dell’RNL) per i prossimi 3 anni. I circa 165 miliardi supplementari, che l’UE potrebbe spendere ogni anno, farebbero il montante di 500 miliardi.
    Contrariamente alla spesa “normale” dell’UE (vale a dire il normale 1% dell’RNL), l’1% in più non sarebbe coperto dai contributi annuali degli Stati membri, ma dal debito.

    Questo debito sarebbe puro debito dell’UE, vale a dire implicitamente sostenuto solo dai futuri contributi degli Stati membri, ma non è affermato esplicitamente. Pertanto, anche questo nuovo debito dell’UE non si presenterebbe come debito nei singoli conti del debito degli Stati membri. Ciò è legalmente valido: i contributi degli Stati membri impegnati al bilancio dell’UE e il QFP dell’UE non sono mai stati considerati debiti. Questo è il segnale principale della giornata.

    Ci sono aspetti negativi? Ce ne sono alcuni, spiega Enderlein. Innanzitutto, la vera solidarietà finanziaria è limitata. L’Italia contribuirà al rimborso del debito congiunto e non conosciamo la differenza tra ciò che otterrà e ciò che dovrà rimborsare. Quindi il significato simbolico è più grande del contributo in euro. Mancano ancora dettagli su come saranno distribuiti i 500 miliardi tra gli Stati membri, con quale scadenza verrà emesso il debito e su come l’UE costruirà garanzie nel proprio bilancio per impegnarsi per il rimborso. Ma questo è un lavoro tecnico. Con questo sostegno politico la Commissione può agire.

    Per il presidente francese dopo questa crisi è chiaro che “l’Europa della salute non è mai esistita, ora deve diventare la nostra priorità”.

    Molto soddisfatta si è detta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che in una nota diffusa subito dopo la conferenza stampa afferma: “Accolgo con favore la proposta costruttiva fatta da Francia e Germania, riconosce la portata e le dimensioni della sfida economica che l’Europa deve affrontare e giustamente pone l’accento sulla necessità di lavorare su una soluzione con il bilancio europeo al centro”.

    Secondo von der Leyen questa iniziativa “va nella direzione della proposta su cui sta lavorando la Commissione, che terrà conto anche delle opinioni di tutti gli Stati membri e del Parlamento europeo”.

    Di un “passo nella giusta direzione” parla in un Tweet anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel:

    I welcome Germany and France's efforts to find common ground on the recovery fund.

    This is a step in the right direction.

    In order to reach an agreement all #27EU member states will be involved.

    — Charles Michel (@eucopresident) May 18, 2020

    Meno soddisfatto è il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, che in un Tweett afferma: “Positiva la base di partenza. Adesso al lavoro per realizzare l’ambizione indicata dal Parlamento”.

    Tags: 500 miliardiAngela Merkelcharles michelDavid SassoliEmmanuel Macronursula von der leyen

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