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    Home » Politica » Italia, quale maggioranza per approvare una riforma elettorale?

    Italia, quale maggioranza per approvare una riforma elettorale?

    Le proposte di M5S e Lega, per aumentare la soglia della maggioranza per l'approvazione e anche di una entrata in vigore ritardata

    Silvo Boni di Silvo Boni
    15 Giugno 2020
    in Politica

    Roma – Mentre covid, post-covid, prospettive economiche preoccupanti monopolizzano l’attenzione, in Italia c’è spazio anche per discutere di riforma elettorale. O meglio: con quale  maggioranza parlamentare porre mano a una eventuale (ulteriore) modifica costituzionale  per eleggere le due Camere.

    Se ne discute a Montecitorio, in commissione Affari costituzionali, dove si fronteggiano due proposte figlie di due schieramenti M5s e Lega ex alleati di governo.

    Tutto nasce dalla frequenza con cui da noi negli ultimi anni- fenomeno sicuramente unico in Europa- si è proceduto a modificare il sistema elettorale: dal ’93 a oggi ben quattro riforme. Nel 1993 con il cosiddetto «Mattarellum», nel  2005  con il sistema poi definito   «Porcellum», nel  2015  con l’ «Italicum» e infine il cosiddetto «Rosatellum» del 2017-

    Ebbene, con l’obiettivo di porre un freno a modifiche elettorali troppo frequenti  la proposta di ispirazione pentastellata (primo firmatario Francesco Forciniti seguito da altri sei compagni di partito) interviene sull’art.72 della Costituzione – che prevede “procedure normali” anche per la votazione di per l’approvazione di leggi di natura costituzionale- proponendo che le leggi elettorali siano approvate a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera.

    La proposta della Lega (primo firmatario Giancarlo Giorgetti, e poi tutti gli altri componenti il gruppo parlamentare) propone  invece di introdurre un articolo 59-bis nella Costituzione prevedendo che  le norme per l’elezione della Camera e del Senato  siano approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera e con votazione a scrutinio palese. Non solo. Le nuove norme si applicano a decorrere dal procedimento di elezione delle Camere della seconda legislatura successiva a quella in cui sono state approvate.

    Un confronto che sta marcando il dibattito in commissione, dove da un lato si contesta l’eccessiva maggioranza proposta dai 5 stelle, dall’altro  il momento di applicazione delle  nuove norme.

    Tags: camera dei deputatilegge elettoraleriforma

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