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Apple non deve restituire 13 miliardi di euro, la Commissione UE non ha dimostrato i vantaggi anti-concorrenziali

Apple non deve restituire 13 miliardi di euro, la Commissione UE non ha dimostrato i vantaggi anti-concorrenziali

L'esecutivo comunitario aveva intimato a Dublino di recuperare la somma in quanto frutto di agevolazioni eccessive, ma il Tribunale dell'Unione smonta l'impianto accusatorio di Bruxelles. Gentiloni: Questo non scoraggia il nostro impegno sulla questione

Bruxelles – Colpo di scena: Apple non ha ricevuto vantaggi attraverso gli accordi con il governo di Dublino sul regime fiscale applicato dall’Irlanda alla compagnia informatica. O meglio, la Commissione “non è riuscita a provare in modo giuridicamente adeguato” l’esistenza di un vantaggio anti-concorrenziale derivante dalle condizioni di pagamento delle tasse. Per questo motivo il Tribunale dell’UE ha annullato la decisione della Commissione europea di procedere contro il governo irlandese per il trattamento di favore all’azienda di Cupertino.

Nel 2016 l’Antitrust comunitario aveva intimato al governo irlandese il recupero di 13 miliardi di euro derivanti da accordi ritenuti lesivi della concorrenza, in quanto prevedenti trattamenti fiscali considerati troppo vantaggiosi e agevolati rispetto ad altri operatori commerciali. Dopo un’attenta analisi il Tribunale ha stabilito che la Commissione non ha dimostrato che gli accordi fiscali contestati erano “il risultato del potere discrezionale” esercitato dalle autorità fiscali irlandesi.

Esulta il governo irlandese, che contro la decisione di Bruxelles aveva fatto ricorso schierandosi al fianco di Apple. “L’Irlanda è sempre stata chiara sul fatto che non vi era alcun trattamento speciale“, il commento affidato al dipartimento delle Finanze dell’esecutivo di Dublino. “L‘Irlanda ha impugnato la decisione della Commissione sulla base del fatto che l’Irlanda non ha concesso aiuti di Stato e la decisione odierna della Corte sostiene tale opinione”. per questo “accogliamo con favore la sentenza”.

“State sicuri che una singola sentenza non scoraggerà il nostro impegno sulla questione, al contrario”, ha commentato il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, durante  la presentazione dell piano Ue contro l’evasione. “Non si tratta di paradisi fiscali, ma del rischio che in alcuni paesi della Ue ci siano politiche di pianificazione fiscale aggressiva per attrarre imprese, un rischio che danneggia la parità di condizioni nel mercato unico”, ha aggiunto il commissario.

Secondo Gentiloni “per quanto riguarda i Paesi Bassi, i nostri giudizi sono contenuti nelle Raccomandazioni, in cui si mette l’accento sui rischi di politiche fiscali aggressive in alcuni Paesi, una situazione che riguarda 5-6 stati”, che sono Cipro, Malta, Lussemburgo, Irlanda, Ungheria.

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