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Vigilanza, preparazione e coordinamento: la strategia UE contro un seconda ondata di Coronavirus
Immagine tratta da arte.tv

Vigilanza, preparazione e coordinamento: la strategia UE contro un seconda ondata di Coronavirus

La Commissione europea predispone un piano per rispondere ad una eventuale recrudescenza del COVID-19. Kiriakides: “Non abbassare la guardia, è nostra responsabilità essere pronti"

Bruxelles – Più test, potenziamento degli accessi ai trattamenti, scorte strategiche europee di materiale protettivo, sostegno a gruppi più vulnerabili, vaccini anti-influenzali per eliminare incertezze. E poi ancora, più mappature negli snodi portuali e aeroportuali così da garantire il funzionamento dell’area Schengen e assicurare la libera circolazione. La Commissione europea teme l’eventualità di una seconda ondata di Coronavirus, e allora mette a punto una strategia di contenimento che distribuisce agli Stati membri.

La comunicazione intende offrire ai governi, responsabili per le politiche sanitarie, linee guida per una gestione condivisa di una nuovo possibile emergenza. Dal momento del picco della pandemia di COVID-19 a oggi abbiamo fatto molta strada, ma il virus è ancora in circolazione”, avverte la commissaria per la Salute, Stella Kyriakides. “Questo non è il momento di abbassare la guardia, è nostra responsabilità garantire di essere pienamente preparati. Vigilanza, preparazione e coordinamento sono indispensabili per prevenire focolai generalizzati”.

Sicurezza in sei mosse

Dalla Commissione arrivano dunque sei suggerimenti. Il primo esorta maggiori copertura dei test, tracciabilità dei contatti e sorveglianza da parte degli enti di sanità pubblica per mappare i nuclei al fine di contenere la diffusione dei focolai. Il secondo riguarda azioni per garantire “fornitura regolare” di dispositivi di protezione individuale, medicinali e dispositivi medici. Qui la Commissione suggerisce “meccanismi quali appalti congiunti di emergenza e scorte strategiche dell’UE”. In terzo luogo si chiede di garantire un rapido accesso alle capacità della sanità pubblica senza trascurare altre aree dell’assistenza sanitaria, anche attraverso il sostegno finanziario per il trasporto di personale medico e pazienti tra gli Stati membri, nonché il coordinamento dello spiegamento di squadre e attrezzature mediche di emergenza ai paesi richiedenti attraverso il civile Meccanismo di protezione.

Ancora, in previsione dei nuovi mali di stagione in arrivo con l’autunno, si chiede di “ridurre l’onere dell’influenza stagionale per evitare ulteriori pressioni sui sistemi sanitari”. Si tratta in sostanza di procedere a vaccinazione anti-influenzale, così da ‘isolare’ i casi COVID e identificarli meglio. Serviranno, in tal senso, “ulteriori appalti nazionali per i vaccini antinfluenzali”. Sulla scia delle esperienze già vissute, si chiede ai governi di “sostenere gruppi vulnerabili come gli anziani”, persone già affetti da patologie e le persone “ai margini della società” attraverso la condivisione delle migliori pratiche di teste e cure, anche in termini di salute mentale e supporto psicosociale. Infine si chiede di garantire “misure non farmaceutiche mirate e localizzate”, corredata da informazioni scieintifiche e scambio “tempestivo” di informazioni sull’efficacia delle misure reintrodotte.

Controlli portuali e aeroportuali, salvare Schengen

Per venire incontro alle esigenze di tutti e non compromettere nuovamente il mercato unico, il collegio dei commissioni ha adottato una decisione a sostegno dell’interoperabilità delle app-mobili di tracciamento e allarme attraverso i confini nazionali nell’UE. Si tratta di una modifica alla rete eHealth al fine di fornire le modalità per il funzionamento di un’infrastruttura sicura che supporti l’interoperabilità delle applicazioni di tracciamento dei contatti e di avviso in tutta l’UE.

Il sistema di allarme rapido e di risposta (EWRS) mira a garantire una condivisione sicura ed efficace delle informazioni tra le autorità sanitarie degli Stati membri. Inoltre, devono essere attuate “misure di preparazione nei punti di entrata nell’UE”, come aeroporti internazionali, porti, stazioni ferroviarie internazionali o valichi di frontiera terrestre, contribuendo nuovamente a garantire la libera circolazione attraverso l’Unione europea.

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