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La Commissione UE non gradisce i tagli alla salute, ma investe ancora nella lotta anti-COVID

La Commissione UE non gradisce i tagli alla salute, ma investe ancora nella lotta anti-COVID

Il collegio dei commissari decide di contribuire con 100 milioni di euro alla ricerca di misure di contenimento e prevenzione del virus

Bruxelles – La Commissione europea non gradisce i tagli per salute e sanità nel meccanismo per la ripresa (Next Generation EU) dicisi dal Consiglio europeo, ma va avanti nella sua politica di contrasto al Coronavirus. Il collegio dei commissari ha deciso di cofinanziare con 100 milioni di euro un invito lanciato dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) per sostenere il rapido sviluppo dei vaccini anti-COVID e il contenimento del virus. La decisione rientra nell’impegno più ampio del team von der Leyen di investire un miliardo di euro attraverso Horizon 2020, il programma per la ricerca e l’innovazione comune, che ricade all’interno del bilancio pluriennale dell’UE.

Proprio il budget di lungo periodo resta lo strumento per il sostegno alle politiche per la salute dell’UE, dopo l’azzeramento della voce di spesa prevista nel meccanismo per la ripresa. Qualcosa che non è stato digerito. “Dispiace che la nostra proposta ambiziosa non sia stata seguita del tutto”, ammette il capo del servizio dei portavoce dell’esecutivo comunitario, Eric Mamer, nel commentare la cancellazione dei 7,7 miliardi di euro proposti per le politiche per la salute all’interno del recovery fund. “Siamo comunque contenti che sia stata riconosciuta la necessità di nuove risorse”. Si guardano gli aspetti positivi del negoziato senza fine. Per la salute, sottolinea Mamer, “abbiamo 1,7 miliardi di euro all’interno del bilancio pluriennale”. Non nasconde che “avremmo voluto qualcosa di più, ma è un punto di partenza ed è sempre meglio avere un punto di partenza che non averlo”.

La Commissione dunque va avanti. Il sostegno tramite Horizon 2020 a CEPI finanzierà le attività di ricerca e innovazione, ma non la produzione di vaccini. Il cofinanziamento da 100 milioni di euro, precisa l’esecutivo comunitario, “finanzierà le attività di ricerca e innovazione, ma non la produzione di vaccini”. Il contributo UE servirà per il finanziamento delle attività di ricerca innovazione necessarie per sviluppare test diagnostici, trattamenti, e altri strumenti di prevenzione per contrastare la diffusione del Coronavirus.