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UE e Israele rinnovano il dialogo al vertice dei ministri degli Esteri di Gymnich
Il saluto tra i ministri degli esteri tedesco, Heiko Maas, e israeliano Gabi Ashkenazi a Berlino

UE e Israele rinnovano il dialogo al vertice dei ministri degli Esteri di Gymnich

A qualche giorno dall'accordo di pace firmato tra Israele e Emirati Arabi Uniti, con il cambiamento di politica del nuovo governo israeliano che non punterebbe più all'annessione della Palestina, si è potuto discutere apertamente della situazione in Medio Oriente cercando nuovi terreni d'intesa nelle relazioni diplomatiche tra UE e Israele

Bruxelles – È stata Berlino la meta del primo viaggio diplomatico del neo-ministro degli affari esteri israeliano, Gabi Ashkenazi, dove, grazie all’invito della presidenza tedesca dell’Ue, ha potuto incontrare ieri, 27 agosto, in un pranzo di lavoro, i 27 ministri degli esteri europei prima della riunione di Gymnich.

I diplomatici europei presenti hanno colto l’occasione per congratularsi con il ministro israeliano per l’accordo di pace raggiunto con gli Emirati Arabi Uniti e ribadire la loro collaborazione con Israele.

L’Unione europea è un attore importante per il mondo ed è importante per Israele“, ha detto Ashkenazi, “spero che questo incontro sia un buon inizio per avere un dialogo migliore , aperto e onesto con l’Europa”.

Il commissario europeo per l’allargamento e la politica di vicinato, Oliver Varhelyi, ha fatto sapere che ci sono tutti i presupposti per rafforzare le relazioni diplomatiche con Israele ora che il neo-governo di Ganz e Nethanyau ha dichiarato apertamente di voler arrestare la politica di annessione della Palestina.

“Penso che sia molto chiaro e tangibile che la politica del governo israeliano sia passata dall’annessione alla normalizzazione. Penso che sia un’apertura”, ha confermato Ashkenazi in conferenza stampa a fianco del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, ribadendo la volontà del governo israeliano a trovare nuovi accordi di pace in Medio Oriente.

“Come ho detto, abbiamo lasciato la porta aperta per i nostri vicini. Ora dipende dalla loro decisione e dalla loro scelta di aderire”. Dal canto suo il titolare degli Esteri tedesco ha ribadito l’impegno della Germania nel garantire la sicurezza dello stato d’Israele e si è detto pronto ad estendere l’embargo dell’Onu sulle armi all’Iran che è in scadenza il prossimo 18 ottobre.

“Non siamo naif sulla pericolosità rappresentata dall’Iran, vogliamo estendere l’embargo ma a causa del veto di Cina e Russia al consiglio di sicurezza dell’Onu sappiamo che non sarà possibile, cercheremo di trovare una soluzione diplomatica”, ha dichiarato il ministro tedesco.

Allo stesso tempo Maas ha fatto sapere di ritenere il Piano d’azione congiunto globale (PACG) firmato con l’Iran nel 2015, che promette al Paese incentivi economici in cambio di una riduzione del suo programma nucleare, il miglior accordo per evitare che l’Iran sviluppi un’arma atomica.

Ma ora che l’appoggio iraniano ad Hezbollah sta provocando un’escalation di tensione nella frontiera tra Libano e Israele minando la sicurezza della regione, il ministro Ashkenazi ha chiamato tutti i paesi UE a prevenire che “armi avanzate e moderne non finiscano nel giro di due mesi nelle mani delle milizie iraniane“.

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