Bruxelles – Passata l’emergenza Coronavirus adesso è tempo di mettere al sicuro il funzionamento dell’UE attraverso certezze di bilancio per i programmi comunitari, legati ad un budget di lungo termine che ancora non c’è. La Commissione europea è tornata a lavorare sul piano d’emergenza chiesto dal Parlamento UE nel caso che in sede di negoziazione inter-istituzionale non si raggiunga un accordo sul bilancio pluriennale (MFF 2021-2027).
Il collegio dei commissari ha discusso di questo nell’ultima riunione (9 settembre), riferisce Maros Sefcovic, responsabile per i Rapporti inter-istituzionali. Il dossier, ricorda, era stato messo da parte con la diffusione del COVID-19 e la necessità di trovare risposte al problema. Ora però è tempo di rimettersi al lavoro, anche perché il tempo stringe.
Il Parlamento europeo ha fissato al 31 ottobre l’ultimo giorno utile per un accordo sul bilancio di lungo termine. Servono circa due mesi per procedere al voto, all’adozione e alla traduzione in tutte le lingue del progetto di budget. Quindi se per la fine del mese prossimo l’UE ancora non si sarà dotata di un MFF, dovrà esserci uno strumento in grado di garantire che dall’1 gennaio 2021 non si interrompano i finanziamenti dei programmi attualmente attivi.
Al momento però, causa COVID, la Commissione ancora non ha ancora predisposto alcuna strategia, neppure in forma di bozza. La cosa preoccupa il Parlamento, visto che la Commissione avrebbe dovuto definire un piano B entro il 15 giugno. Ne è consapevole il team von der Leyen, deciso ad accelerare per essere pronto a tutto. L’Eurocamera non ha gradito l’accordo dei leader di luglio, e il dibattito parlamentare si annuncia acceso.
Il Parlamento europeo aveva chiesto alla Commissione già il 10 ottobre scorso di presentare, per inizio 2020, un piano d’emergenza. Una richiesta indirizzata però ad un esecutivo comunitario uscente. il team von der Leyen si è insediato l’1 dicembre, un mese più tardi rispetto al previsto. A maggio la nuova richiesta, rimasta egualmente senza risposta.
L’UE si ritrova dunque senza un bilancio di lungo termine e senza un paracadute in caso di mancato accordo. Ecco perché il team von der Leyen ha deciso di riprendere in mano il dossier. Va evitato lo shock finanziario. Ci sono 50 giorni per avere quanto meno un piano B.
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