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    Home » Politica » Avanti su risorse proprie, indietro sui capitoli di spesa: l’accordo sul bilancio UE è lontano

    Avanti su risorse proprie, indietro sui capitoli di spesa: l’accordo sul bilancio UE è lontano

    "Molto ancora da fare per trovare un buon compromesso", dicono dall'Europarlamento. Sassoli, Von der Leyen e Merkel: lunedì vertice a tre per fare il punto sui negoziati

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    18 Settembre 2020
    in Politica
    Ursula von der Leyen, Angela Merkel, David Sassoli, Charles Michel

    Ursula von der Leyen, Angela Merkel, David Sassoli, Charles Michel

    Bruxelles – L’accordo sul bilancio comunitario a lungo termine ancora lontano. Il quarto incontro trilaterale tra i negoziatori di Consiglio, Commissione e Parlamento, di venerdì 18 settembre, sulle risorse da stanziare per i prossimi sette anni (2021-2027) si conclude con pochi passi avanti e una nota secca dell’Eurocamera secondo cui “resta ancora molto da fare prima di raggiungere un accordo accettabile”. 

    A quanto risulta si fanno progressi sulla questione delle risorse proprie, le nuove entrate fiscali dell’Unione proprie che dovrebbero entrare in attività, una dopo l’altra, dal prossimo gennaio 2021 fino al 2026. Per il Parlamento europeo sono un punto chiave dei negoziati, tanto che a larga maggioranza ha approvato mercoledì 16 settembre in sessione plenaria una risoluzione per chiedere alla Commissione un calendario vincolante e dettagliato sulla loro introduzione e l’avvio di almeno due nuove imposte a partire dal 2021. Il Consiglio europeo al vertice di luglio ha invece approvato l’introduzione della sola tassa sulla plastica (derivata da 0,80 euro per ogni chilogrammo di plastica non riciclata) entro il prossimo anno. Sull’impegno legalmente vincolante ad introdurle, riconosce l’Eurocamera, ci sono passi avanti da parte della presidenza tedesca di turno del Consiglio, mentre resta da superare lo scoglio delle risorse di bilancio.

    Tagli al futuro dell’Unione europea

    Le remore degli eurodeputati riguardano ancora le varie voci di bilancio che sono state tagliate “ingiustamente” al vertice del 17-21 luglio. “È ancora possibile, e nell’interesse dei cittadini dell’UE, fare ogni sforzo per giungere a un accordo il prima possibile, ma le condizioni non ci sono ancora”, sintetizzano i negoziatori del Parlamento. Quello che ancora non va è l’impegno del Consiglio al rafforzamento dei programmi europei orientati al futuro, quelli che il Parlamento chiama programmi faro dell’UE. Clima, transizione digitale, salute, gioventù, cultura, alle infrastrutture, ricerca, gestione delle frontiere e solidarietà. Nei termini indicati dalle voci di spesa presenti nel bilancio comunitario si parla di Horizon, InvestEU, Erasmus +, garanzia per l’infanzia, Fondo per una transizione giusta, Europa digitale, meccanismo per collegare l’Europa, LIFE +, EU4health, Fondo per la gestione integrata delle frontiere, Europa creativa, programma Diritti e valori, Fondo europeo per la difesa, strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) e aiuti umanitari, che hanno visto una riduzione dei finanziamenti rispetto alla proposta rivisitata avanzata dalla Commissione il 27 maggio 2020. Per il Parlamento non è accettabile, per un accordo ambizioso su bilancio e fondo di ripresa è importante accordarsi su una visione lungimirante dei programmi europei. Quelli che guardano al futuro e alle nuove generazioni.

    Da parte sua il Parlamento si è detto disposto ad andare incontro alla presidenza tedesca, riducendo la richiesta di integrazioni ai programmi dell’UE passando da oltre 40 a “soli” 15 programmi faro, quelli sopra menzionati. Un aumento del budget complessivo – pari a 1.074 miliardi di euro – sembra a questo punto improbabile vista la necessità di trovare un accordo in fretta per fare entrare bilancio e fondo di ripresa in attività già da gennaio. Dal Parlamento sperano però almeno in una redistribuzione delle risorse esistenti per aumentare quelle destinate a tali programmi.

    Negoziati a rilento e dunque i vertici delle tre istituzioni – Ursula von der Leyen, David Sassoli e Angela Merkel, in qualità di presidente di turno al Consiglio UE – si incontreranno ancora lunedì 21 settembre per fare il punto sui negoziati.

    Lundi 21 septembre, la présidente @vonderleyen rencontrera pour la troisième fois la chancelière Merkel, actuelle présidente du Conseil, et @EP_President Sassoli afin de faire le point sur les négociations sur #NextGenerationEU et le #MFF [réunion article 324 de TFUE]

    — Eric Mamer (@MamerEric2) September 18, 2020

    “Lunedì 21 settembre la presidente della Commissione europea incontrerà la cancelliera Angela Merkel e il presidente del Parlamento europeo David Sassoli per la terza volta per fare il punto sui negoziati di Next Generation EU e sul prossimo quadro finanziario pluriennale”, annuncia in un tweet il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer.

    Tags: Angela Merkelbilancio europeo 2021-2027bilancio uecommissione europeamffnegoziati mffnext generation euparlamento europeorisorse proprieursula von der leyen

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