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Maia Sandu, prima donna presidente in Moldavia. L'UE:
Maia Sandu

Maia Sandu, prima donna presidente in Moldavia. L'UE: "Pronti a intensificare la cooperazione"

La leader europeista del partito di Azione e Solidarietà ha sconfitto al ballottaggio il presidente uscente, il filo-russo Igor Dodon. Per i vertici europei un chiaro segnale della volontà del Paese di diventare un alleato stabile dell'UE in Europa Orientale

Bruxelles – Maia Sandu, la candidata europeista dell’opposizione, ha vinto le elezioni in Moldavia che si sono svolte ieri (15 novembre) diventando la prima donna a ricoprire la carica di presidente nel Paese. Con il 59,7 per cento dei voti, Sandu ha battuto al ballottaggio il presidente uscente, il filorusso Igor Dodon.

Vittoria netta per la leader del partito di Azione e Solidarietà (da lei fondato nel 2016) che le istituzioni europee hanno salutato con entusiasmo, convinte che la vittoria di Sandu possa rappresentare un primo passo per la Moldavia per diventare un alleato stabile dell’UE in Europa Orientale. Un nuovo inizio per le relazioni Ue-Moldavia. “L’Unione è pronta a intensificare la nostra stretta collaborazione”, ha commentato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Con la vittoria di Sandu “il popolo di Moldavia ha chiaramente scelto un nuovo corso che privilegi la giustizia, una vera lotta alla corruzione e una società più giusta”.

Una vittoria che dimostra “un chiaro appello per contrastare la corruzione e ripristinare il rispetto dello Stato di diritto, la strada per un futuro prospero”, scrive in un tweet anche la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, congratulandosi con la neoeletta.

https://twitter.com/vonderleyen/status/1328277031084290049?s=20

Anche per David Sassoli il “popolo moldavo ha inviato un segnale potente per una relazione più stretta con l’UE e un futuro migliore per tutti. Combattere la corruzione e difendere lo Stato di diritto è il modo giusto per raggiungere questo obiettivo”, ha commentato il presidente del Parlamento europeo.

Sandu ha studiato ad Harvard e ha lavorato per la Banca Mondiale come consigliere economico di un direttore esecutivo. Ha fatto poi ritorno nel suo Paese e ha intrapreso la carriera politica, diventando tra il 2012 e il 2015 ministra dell’Educazione. Si è poi presentata con un programma filo-europeista – d’opposizione alla maggioranza filo-russa radicata nel Paese – alle presidenziali nel 2016, sempre contro Dodon, perdendo di pochi voti. Quattro anni dopo le cose sono andate diversamente. 

“È una vittoria per la democrazia moldava. Questo è un nuovo inizio per le relazioni UE-Moldova”, il commento del presidente della commissione per gli affari esteri, David McAllister (PPE), e il presidente della delegazione alla commissione parlamentare di associazione UE-Moldova , Siegfried Mureșan (PPE). “Il suo innegabile impegno per lo Stato di diritto e la lotta alla corruzione ha fatto sperare in un futuro migliore e il risultato elettorale è stato chiaro”. 

“Il legame tra Italia e Moldavia è forte, e lo sarà ancora di più dopo l’elezione della nuova Presidente”, scrive su twitter anche il ministro italiano agli Affari europei, Enzo Amendola. “Continueremo nella cooperazione e nell’amicizia, anche nell’interesse della comunità moldava in Italia, la più grande d’Europa”.