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    Home » Economia » L’Ecofin avverte: crescita del debito un problema, servirà “risposta innovativa” di riduzione

    L’Ecofin avverte: crescita del debito un problema, servirà “risposta innovativa” di riduzione

    Il ministro delle Finanze portoghese, presidente di turno, non nasconde che la pandemia porrà sfide. "Ma adesso attenzione solo sulla ripresa"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    1 Febbraio 2021
    in Economia
    Joao Leao, ministro delle Finanze portoghese e presidente di turno dell'Ecofin [foto: Council of the EU]

    Joao Leao, ministro delle Finanze portoghese e presidente di turno dell'Ecofin [foto: Council of the EU]

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    Bruxelles – Il debito pubblico è un problema e lo sarà sempre più. Non si può intervenire ora o, almeno, non si può trovare una soluzione strutturale di riduzione in un momento in cui occorre dare stimolo all’economia. Ma i conti pubblici sono troppo disordinati dappertutto causa COVID, e occorre correre ai ripari. “L’aumento dei livelli di debito richiederà una risposta innovativa di gestione”, riconosce Joao Leao, ministro delle Finanze portoghese e attuale presidente di turno dell’Ecofin, il consiglio dei ministri economici.

    Rispondendo ai parlamentari europei che chiedevano lumi sulle politiche da adottare per l’aumento degli squilibri di bilancio causa COVID, Leao ha riconosciuto che in tutta l’Eurozona e in tutta l’UE la spesa pubblica aumenta e non si può ignorare. “Durante questa presidenza l‘attenzione andrebbe però rivolta interamente alla ripresa dell’economia più che alla disattivazione delle clausole di fuga” e al ripristino del patto di stabilità con le sue regole.

    Del resto un ritorno alle norme non avverrà prima del 2022. Il dato è assodato, è stato ripetuto sia in Consiglio che in Commissione UE, con il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni, che ha lasciato intendere come un ritorno alla normalità normativa non è detto che scatti dall’1 gennaio 2022. Certo, toccherà fare in modo che gli squilibri di oggi non diventino ingestibili. “Dobbiamo garantire la sostenibilità di questi elevati livelli di debito”, scandisce Leao. In che modo, non è chiaro. Leao non lo precisa innanzitutto perché l’esercizio non sarà gestito dalla presidenza portoghese, e poi perchè probabilmente le misure sono ancora allo studio.

    Certo, le parole suonano come campanello d’allarme per un Paese come l’Italia, già con un debito pubblico alle stelle. Il rischio è che possano rendersi necessari sforzi di riforma ancora maggiori.

    Tags: conti pubbliciCOVIDdebitodebito pubblicoeurozonaitaliajoao leaoriformeue

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