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Vestager:
Margrethe Vestager

Vestager: "No ad autonomia strategica senza apertura internazionale"

La Vice Presidente della Commissione europea ha assicurato sull'approccio che l'UE seguirà in materia di innovazione: "Non rinunceremo a essere aperti e inclusivi nei nostri programmi di ricerca". E propone al presidente americano Joe Biden un "tavolo di alto livello" per stabilire insieme le regole del web

Bruxelles – “Non appoggerei mai un progetto di autonomia strategica che comprometta la nostra apertura internazionale”. Così la Vice Presidente della Commissaria europea responsabile dell’agenda digitale dell’UE Margrethe Vestager ha risposto durante un confronto online organizzato dal network Science Business a una richiesta di chiarimento rivolta dalla direttrice generale dell’organizzazione Maryline Fiaschi. La domanda era diretta a comprendere quale dei due “istinti” la Commissione intendesse privilegiare nell’ambito della ricerca e dell’innovazione vista la prospettiva dichiarata più volte da parte di Bruxelles di smarcarsi dalle dipendenze straniere anche in questo campo.

“Le imprese europee devono poter essere rintracciabili ovunque nel mondo. Al tempo stesso, però, credo che ci siano cose che siamo in grado di fare da soli e che possiamo migliorare da soli” ha continuato Vestager motivando tale affermazione anche con il bisogno da parte dell’Unione Europea di dotarsi degli strumenti necessari per regolare al meglio l’uso delle tecnologie da parte dei cittadini. “Non c’è dubbio che se l’Europa è uno dei posti migliori in cui vivere al mondo è grazie alla nostra apertura e al nostro commercio. Non rinunceremo a essere aperti e inclusivi nei nostri programmi di ricerca. Cooperazione e autonomia strategica possono andare a braccetto e questo può giovare non solo agli europei ma anche ai nostri partner internazionali”.

La discussione poi si è spostata sulla strategia vaccinale anti COVID, rispetto al quale la Commissione è stata incolpata di aver adottato un approccio collaborativo durante la fase di ricerca salvo poi minacciare di ritardare l’esportazione delle dosi fuori dall’UE. “Non si tratta di minaccia” , ha ribattuto Vestager. “Credo che in una situazione delicata caratterizzata dalla gravità del momento e dall’avanzata del mercato nero dei vaccini la trasparenza debba essere alla base di un progetto di ricerca e di una collaborazione. Altrimenti c’è il rischio che si perda in termini di qualità”. Continuando ha poi difeso l’operato della Commissione: “Al momento l’Europa è uno dei maggiori esportatori di vaccini”.

Giustificato con il concetto della tutela della qualità anche l’esistenza del progetto GAIA-X, che, su iniziativa degli Stati membri, intende promuove la sovranità digitale degli utenti europei dei servizi cloud. “È uno strumento importante perché abbiamo bisogno di capire che tipo di qualità vogliamo per i nostri cloud nella società dei big data e come potremo scambiare nel modo più sicuro i dati sensibili”.

Nel corso dell’intervista si è parlato anche di Cina e di cooperazione con la nuova amministrazione americana di Joe Biden. Rispetto alla prima Vestager è stata interpellata sul vantaggio che la Cina sta acquisendo nel mercato dei pannelli solari grazie alla concorrenza sui prezzi, questione che potrebbe far trovare l’UE in una posizione di debolezza in vista del piano di transizione climatica di cui si è dotata. Stando alle parole della responsabile alla concorrenza Bruxelles sta adottando una strategia opposta, basata sul mercato interno. “L’aver stabilito fermamente degli obiettivi ambientali ci permette di far aumentare la domanda interna di queste tecnologie energetiche. In più abbiamo chiesto alle nostre aziende di essere trasparenti e competitive se vogliono avere sussidi. Così eviteremo fallimenti di mercato, creeremo le giuste condizioni di mercato e quindi anche uno spazio florido per gli investimenti”.

In chiaro riferimento ai disegni di legge varati dalla Commissione poi, Vestager si è detta anche “fiduciosa nell’intavolare una discussione aperta con l’alleato americano” sulle regole da imporre per limitare il potere delle grandi piattaforme del commercio online. “Il mercato americano e quello europeo hanno due livelli di concorrenza diversi, ma ci piacerebbe creare un tavolo di alto livello che porti alla fissazione di nuovi standard tali da garantire che la libertà del web resti un tratto caratteristico della nostra società”.

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