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    Home » Politica » Imprese responsabili per violazioni di diritti umani e ambiente, il Parlamento UE avvia la stretta

    Imprese responsabili per violazioni di diritti umani e ambiente, il Parlamento UE avvia la stretta

    A larga maggioranza l'Aula chiede alla Commissione UE una legge che obblighi le aziende che operano nell'UE a evitare e prevenire comportamenti insostenibili

    Gianluca Martucci</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@GianMartucci" target="_blank">@GianMartucci</a> di Gianluca Martucci @GianMartucci
    11 Marzo 2021
    in Politica
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    Bruxelles – Rendere le imprese responsabili per le violazioni dei diritti umani e ambientali. Il Parlamento europeo muove i primi passi verso la stretta delle aziende e delle loro politiche, in una risoluzione di iniziativa legislativa approvata a grande maggioranza dall’Aula (504 voti favorevoli, 79 contrari e 112 astensioni). Gli europarlamentari chiedono “l’adozione urgente” di normativa comunitaria che renda il settore economico responsabile degli effetti negativi delle proprie decisioni  lungo l’intera catena del valore, vale a dire dall’inizio alla fine dell’attività.

    Nelle intenzioni dell’Eurocamera le nuove regole dovrebbero essere applicate a tutte le operazioni e le fasi dell’attività economica di un’impresa, dalla produzione dei beni e servizi alla loro vendita, dalle relazioni con i partner commerciali alla catena di investimento. E’ quella che in gergo viene definita “due diligence”, il comportamento responsabile, fatto di misure ragionevoli e corrette per soddisfare requisiti legali, in questo caso umani ed ecologici. In base a questo comportamento le imprese sarebbero tenute a individuare, valutare e prevenire i potenziali o reali effetti negativi della loro attività produttiva.

    Così facendo il mondo delle imprese sarebbe costretto ad agire in via preventiva per stroncare sul nascere episodi di violazione di diritti umani (compresi i diritti sociali, sindacali e del lavoro), di danno all’ambiente (come lo sono le deforestazioni) e di cattiva governance (e in particolare di corruzione e di tangenti). I loro sforzi dovrebbero essere proporzionati e commisurati alla dimensione dell’impresa e della catena del valore, ma devono anche tener conto della gravità dell’impatto del potenziale illecito. Soprattutto, devono consentire una tutela giurisdizionale ai soggetti colpiti. Qualora citate in giudizio le imprese dovrebbero dimostrare di aver attuato tutte misure ragionevoli per prevenire tali danni per difendersi.

    Il nuovo meccanismo riguarderebbe anche le piccole e medie imprese quotate in borsa e quelle che esercitano un “impatto significativo”. “Le aziende più piccole devono fare quello che ci si può aspettare da loro ragionevolmente e conformemente alle loro risorse”, spiega Lara Wolters (S&D), relatrice del provvedimento. “Ma esentare tutte le piccole e medie imprese andrebbe contro il nostro obiettivo. Anche una piccola azienda può arrecare un danno”.

    Nello schema considerato dal Parlamento UE la ‘dovuta diligenza’ non risparmierebbe nessuna delle imprese che volessero accedere al mercato europeo, una scelta che va nella direzione di rendere impraticabile nell’UE la vendita di prodotti fabbricati con l’uso di lavoro minorile e di sfruttamento (nello stesso testo di legge si fa alla Commissione un’esplicita richiesta di indagare sulle merci importate dalla regione cinese dello Xinjiang dove sono diffusamente perpetrate violazioni nei riguardi della popolazione degli uiguri).

    Hanno votato in blocco per il “sì” i Verdi e i Socialisti e Democratici. Tra i 79 voti contrari gli esponenti dei Conservatori (tra cui anche la delegazione italiana di FdI), e componenti del gruppo Identità e Democrazia (qui i rappresentanti italiani della Lega si sono astenuti) e del gruppo dei non iscritti.

    La Commissione europea, che non è obbligata ad adottare un disegno di legge pur essendo vincolata a motivare un sua eventuale inazione, ha assicurato il suo impegno. “Vi garantisco che terremo conto di questa proposta, evitando però doppioni legislativi per le imprese”, ha detto al termine del suo intervento il Commissario europeo per la giustizia, Didier Reynders.

    Tags: ambientebuona governancecommissione europeadanni ambientaliDidier Reyndersdiritti umanidovuta diligenza impreseimpreseLara Wolterslavoro minorileparlamento europeopmiueuiguriviolazioni diritti umani

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