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"Basta animali in gabbia negli allevamenti", l'appello delle aziende alimentari dell'UE

Tra le altre Barilla, Ferrero e Nestlé hanno inviato una lettera alla Commissione Europea per sostenere l'iniziativa dei cittadini "End the Cage Age", firmata da 1,4 milioni di europei. I firmatari chiedono l'eliminazione graduale delle gabbie per le galline nella revisione delle leggi dell'UE sul benessere degli animali

Bruxelles – Eliminare gradualmente l’uso delle gabbie negli allevamenti, a cominciare dalle galline ovaiole. Alcune delle principali industrie alimentari dell’Unione Europea – Barilla, Ferrero, Mondelēz International, Nestlé e Unilever, i rivenditori ALDI Nord, Inter IKEA Group e Le Groupement Les Mousquetaires, nonché il Gruppo Jamie Oliver e il produttore di uova Fattoria Roberti – hanno scritto una lettera alle Istituzioni europee per sostenere l’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, firmata da quasi 1,4 milioni di persone nell’UE per chiedere l’eliminazione graduale delle gabbie negli allevamenti dell’Unione.

Per i firmatari la Commissione dovrebbe proporre come primo passo l’eliminazione graduale delle gabbie per le galline nella revisione delle leggi dell’UE sul benessere degli animali, che sono attualmente in preparazione a Bruxelles. La lettera afferma che “la revisione della legislazione sul benessere degli animali rappresenta l’occasione ideale per una base giuridica per porre fine all’uso delle gabbie nell’allevamento dell’UE, iniziando con le galline in gabbia e sostenendo gli agricoltori nella transizione”. Le aziende firmatarie e oltre 1.000 altre imprese in tutta Europa – compresi rivenditori, produttori e fornitori di servizi alimentari – hanno già eliminato le uova in gabbia dalla loro catena di approvvigionamento o si sono impegnate a farlo entro il 2025.

“La nostra Mission, ‘Buono per Te, Buono per il Pianeta’, ci guida costantemente. Il cibo non è solo ciò che mangiamo: si riflette sulla qualità della vita delle persone, sul benessere degli animali e sul pianeta”, ha commentato Leonardo Mirone, Direttore Acquisti del Gruppo Barilla, chiarendo che il Gruppo Barilla ha iniziato ad “abbandonare questa pratica agricola nel 2012 e dal 2019 – un anno prima del nostro obiettivo iniziale – utilizziamo esclusivamente uova senza gabbia, lungo tutta la nostra catena di fornitura globale”. “La nostra catena di approvvigionamento di uova è completamente integrata e, lavorando a stretto contatto con i fornitori, Ferrero utilizza già solo uova senza gabbia in Europa dal 2014. Noi crediamo questo dovrebbe essere lo standard per tutti”, ha sottolineato anche Francesco Tramontin di Ferrero, Vicepresidente Group Public Policy Center e EU Institutional Affairs.

“Il supporto di alcuni dei principali produttori italiani ed europei all’ICE “End the Cage Age”, è la dimostrazione che una transizione verso sistemi di allevamento senza l’uso delle gabbie non solo è possibile ma è già una realtà per moltissime aziende della filiera alimentare”, commenta l’eurodeputata dei Verdi, Eleonora Evi, che fin dall’inizio ha sostenuto il lancio della iniziativa dei cittadini europei (ICE). “L’endorsement di queste aziende all’iniziativa è l’ulteriore conferma che la richiesta di mettere fine all’uso delle gabbie in Europa non proviene solo da cittadini e associazioni animaliste ma anche del mondo produttivo”. Ricorda che “sebbene l’Italia resti maglia nera in termini di legislazione nazionale per l’abolizione delle gabbie, diversi paesi europei hanno già provveduto a vietarne l’uso per certe categorie di animali da allevamento come galline ovaiole, conigli e scrofe”.

A quanto si apprende l’iniziativa sarà discussa con la Commissione europea il 15 aprile in audizione all’Europarlamento durante una riunione congiunta delle commissioni Agricoltura e Petizioni.