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UE accelera sul Certificato Verde Digitale: gli Stati approvano il mandato per negoziare con l'Europarlamento
(Credit Image: © Pavlo Gonchar/SOPA Images via ZUMA Wire)

UE accelera sul Certificato Verde Digitale: gli Stati approvano il mandato per negoziare con l'Europarlamento

Luce verde dagli ambasciatori nel COREPER. Gli eurodeputati dovrebbero adottare il loro mandato durante la prossima plenaria del 26-29 aprile, così da avviare i negoziati interistituzionali a maggio e rendere operativo lo strumento entro il mese di giugno. Von der Leyen: "Importante passo avanti"

Bruxelles – Luce verde dagli ambasciatori degli Stati membri alla posizione negoziale del Consiglio UE sul Certificato verde digitale, il pass proposto dalla Commissione il 17 marzo per allentare le restrizioni e ripristinare la libera circolazione in UE durante la stagione estiva. Il Parlamento europeo dovrebbe adottare il mandato alla prossima plenaria del 26-29 aprile, così da avviare i negoziati interistituzionali a maggio per rendere operativo lo strumento entro il mese di giugno. Tappe molto serrate, ma tutte e tre le Istituzioni sono convinte di riuscire nell’intento.

Gli Stati insistono sul fatto che il Certificato Verde Digitale non possa essere una precondizione per esercitare i diritti di libera circolazione e che “non è un documento di viaggio”, per assicurarsi che l’aver ricevuto il vaccino non crei discriminazione verso chi non è stato ancora vaccinato. Ma per questo la proposta dell’Esecutivo contempla tre diverse tipologie di certificato per garantire gli spostamenti: la prova di aver ricevuto il vaccino, un test negativo recente oppure lo sviluppo di anticorpi come prova dell’avvenuta guarigione dalla malattia COVID-19.

Gli Stati hanno incluso un periodo di transizione per l’entrata in vigore del regolamento, per permettere agli Stati di continuare a utilizzare i sistemi attualmente in vigore per un breve periodo di sei settimane dopo l’entrata in vigore del regolamento principale e fino a quando il quadro del certificato verde digitale non sarà pienamente operativo territorio. Tra le questioni più “scivolose” che rischiano di creare attrito con l’Europarlamento ci sono la tutela dei dati e la durata del regolamento.

Il Parlamento europeo e in particolare il relatore per i negoziati, Juan Fernando López Aguilar, presidente della commissione per le Libertà civili (LIBE) si è detto particolarmente preoccupato per la conservazione dei dati personali e dunque insistendo perché siano cestinati nell’immediato appena la crisi sarà alle spalle e perché non siano usati per altri scopi se non i viaggi. Gli Stati hanno di fatto rafforzato il quadro di protezione dei dati rispetto alla proposta della Commissione, in particolare sulla base del parere congiunto del Garante europeo della protezione dei dati e del Comitato europeo per la protezione dei dati.Tuttavia hanno lasciato aperta la possibilità per gli Stati membri di usare i dati sanitari “per altre finalità” purché la base giuridica nazionale sul loro trattamento sia in linea a quella dell’Unione sulla protezione dei dati (GDPR).

Come avevamo anticipato, inoltre, la presidenza di turno ha insistito per fissare la durata del provvedimento a 12 mesi dall’entrata in vigore, mentre l’Esecutivo dell’UE ha previsto che sia uno strumento limitato nel tempo ma senza quantificarlo in dettaglio: l’idea è quella di sospenderne l’applicazione una volta che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) avrà dichiarato terminata l’emergenza pandemica. Ieri una parte dell’Europarlamento si è detta contraria a ricorrere all’OMS in quanto organismo internazionale e non prettamente europeo, e questo potrebbe tradursi in scontro tra le tre istituzioni che hanno pareri discordanti.

“Il certificato verde digitale è molto importante per i nostri cittadini, per le nostre società e per la ripresa delle nostre economie. Accolgo con favore questo primo passo”, ha detto António Costa, primo ministro del Portogallo e attuale presidente di turno dell’UE. “Ciò dimostra che siamo pronti a impegnarci in modo costruttivo con il Parlamento europeo e la Commissione per continuare a muoverci rapidamente su queste proposte, in modo che il certificato e il sistema siano pienamente operativi quest’estate”. “Un importante passo avanti”, scrive su twitter anche la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Che rende Bruxelles più vicina ad avere lo strumento entro giugno.

 

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