Bruxelles – In India la pandemia di COVID-19 è esplosa come si temeva potesse esplodere, con contagi record (oltre 350mila nuovi positivi al giorno) e vittime in aumento esponenziale, ospedali al collasso. Una situazione che appare fuori controllo, e che ha indotto il Belgio a vietare viaggi da e per il Paese asiatico. Di fronte a questa emergenza l’Unione europea ha deciso di offrire sostegno e aiuti sanitari alle autorità di Nuova Delhi.
Attivando il meccanismo di protezione civile europea, la Commissione UE ha disposto la spedizione di ossigeno, medicinali attrezzature urgenti, che dovrebbe arrivare a destinazione in India “nei prossimi giorni“, fa sapere l’esecutivo comunitario. L’azione dell’UE è una risposta alla richiesta del governo indiano, e la fornitura è coordinata Centro di coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione europea.
In dettaglio le offerte di sostegno degli Stati membri dell’UE tramite il meccanismo attualmente includono 700 concentratori di ossigeno, 1 generatore di ossigeno e 365 ventilatori, messi a disposizione dall’Irlanda. A questo si aggiungono i contributi di Belgio (9mila dosi di farmaci antivirali Remdesivir), Romania (80 concentratori di ossigeno e 75 bombole di ossigeno), Lussemburgo (58 ventilatori), Portogallo (5.503 flaconcini di Remdesivir e 20.000 litri di ossigeno a settimana), Svezia (120 ventilatori).
“L’UE è in piena solidarietà con il popolo indiano ed è pronta a fare tutto il possibile per sostenerlo in questo momento critico”, tiene a far sapere il commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič. “Vorrei ringraziare i nostri Stati membri che sono intervenuti numerosi con generose offerte di aiuto, dimostrando che l’UE è un partner fidato e un amico nei momenti di bisogno”.

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