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Cittadini al centro dell'Europa di domani. La Commissaria Suica: fondamentale la legittimazione dal basso

Cittadini al centro dell'Europa di domani. La Commissaria Suica: fondamentale la legittimazione dal basso

In audizione al Parlamento italiano ha illlustrato i pilastri della consultazione alla base della Conferenza sul futuro. Sarà un grande lavoro d'ascolto, vogliamo mettere al centro del dibattito i cittadini europei

Roma – “La conferenza sul futuro dell’Europa siete voi”. La vicepresidente e commissaria europea alla democrazia Dubravka Suica, lo ripete ormai come un mantra, un manifesto che possa catalizzare l’interesse e la partecipazione dei cittadini. Lo ha fatto anche durante l’audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Politiche europee di Camera e Senato a cui ha illustrato i punti principali dell’iniziativa che sarà lanciata il prossimo 9 maggio giornata della festa dell’Europa.

Se le ragioni della conferenza sono da rintracciare nell’esigenza di dare una voce ai cittadini per “un lavoro sul futuro che li metta al centro delle decisioni” le tre P, piattaforma, panel e plenaria, che saranno lo strumento per coinvolgerli.  “E noi ne vogliamo raggiungere il più possibile, soprattutto i più scettici e critici” grazie proprio alo spazio innovativo della piattaforma. Già aperta il 19 aprile, in meno di dieci giorni ha già registrato 5 mila partecipanti nelle 9 macro aree che sono state individuate.

Poi i Panel “chiunque può organizzarli per offrire spunti e suggerimenti”, con l’unico vincolo di rispettare la Carta della Conferenza: non saranno ammessi interventi violenti, d’odio, discriminazione e che propagandano fake news. Infine ci sarà il momento della plenaria a raccogliere e elaborare il lavoro svolto, da questo passaggio “potremo capire l’efficacia del nostro lavoro e i cittadini misureranno quanto possono influenzare la politica europea di domani”.

La Commissaria comunica l’entusiasmo che c’è alla base dell’iniziativa anche se tra i parlamentari italiani trova qualche scetticismo. Emma Bonino ad esempio che mostra dubbi sui troppi temi in discussione: “Se vogliamo che questa consultazione venga presa in considerazione bisogna dargli delle linee guida”. Coinvolgere anche i cittadini dei Balcani occidentali che non sono ancora europei, è la richiesta di Piero Fassino del Pd, che individua in “un processo di integrazione complesso e lento, sentimenti di delusione e frustrazione. Il loro coinvolgimento sarebbe fondamentale”.

Grande attenzione all’iniziativa di aprire un processo democratico allargato in Europa da parte della Lega e di Forza Italia. “Ci aspettiamo molto da questi obiettivi ambiziosi e speriamo che i moderatori siano tali e non censori” dice Alessandro Giglio Vigna del Carroccio, che sollecita sull’importanza che la consultazione coinvolga anche le piccole realtà, le montagne, le zone più remote.

Osservazioni accolte nella gran parte dalla Commissaria che per l’occasione ricorda di essere stata per tanti anni sindaco di Dubrovnik e dunque sensibile alle esigenze delle piccole realtà, aree rurali e non solo dei grandi centri urbani. La Conferenza è aperta ai cittadini europei ma è sempre possibile coinvolgere anche le opinioni pubbliche dei Paesi candidati dei Balcani replica a Fassino.

“Questo è un lavoro di ascolto – ha ribadito Suica – trasparenza e collaborazione sono i nostri volani, la legittimazione dal basso è fondamentale”. Infine l’appello a cogliere l’opportunità unica che offre la Conferenza, un evento storico e un progetto complesso: “Non sostituisce la rappresentanza ma la rinforza, la voce di un voto ogni cinque anni non è più sufficiente”.

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