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Disinformazione online, pubblicato il report di marzo sui progressi delle piattaforme digitali nella lotta al COVID-19

Disinformazione online, pubblicato il report di marzo sui progressi delle piattaforme digitali nella lotta al COVID-19

La Commissione UE ha accolto le misure dei giganti del web per contrastare la diffusione di fake news su pandemia e campagna di vaccinazione. Nelle prossime settimane saranno pubblicati gli orientamenti per rafforzare il Codice di condotta e per definire i futuri obblighi della legge sui servizi digitali

Bruxelles – Continua la pubblicazione mensile da parte della Commissione Europea dei report sull’evoluzione delle misure adottate dalle piattaforme digitali nella lotta alla disinformazione online sulla pandemia di Coronavirus. I nuovi rapporti per il mese di marzo coinvolgono Twitter, TikTok, Google, Facebook e Microsoft, cinque dei sei giganti del web che hanno firmato con l’esecutivo UE il Codice di condotta sulla disinformazione il 10 giugno dello scorso anno (Mozilla è fermo alle misure implementate a gennaio).

Il programma di rendicontazione mensile è volto garantire la responsabilità delle piattaforme online sulla diffusione di notizie legate alla pandemia e alla distribuzione dei vaccini anti-COVID. “I report confermano l’importanza di una maggiore trasparenza per garantire un’azione efficace e responsabile”, ha commentato la vicepresidente della Commissione UE per i Valori e la trasparenza, Věra Jourová, sottolineando il lavoro con le parti interessate per “un codice di condotta rafforzato e un quadro di monitoraggio permanente”. Nelle prossime settimane la Commissione pubblicherà gli orientamenti per rafforzare il Codice di condotta e per costruire un ponte sui futuri obblighi della legge sui servizi digitali.

Per quanto riguarda le misure implementate a marzo, Google ha iniziato in Francia la collaborazione con le autorità sanitarie pubbliche per mostrare le informazioni sulla campagna di vaccinazione in base alla località su Ricerca Google e Maps (funzione in arrivo anche negli altri Paesi membri UE), mentre su YouTube ha rimosso 30 mila video con affermazioni fuorvianti sul COVID-19. Microsoft ha ampliato le informazioni sui vaccini sulla sua pagina LinkedIn e ha esteso l’utilizzo gratuito fino al 30 giugno di HealthGuard, un’estensione del browser che aiuta gli utenti a identificare fonti affidabili di notizie e informazioni.

A livello di social media, Facebook ha aggiunto etichette sui post riguardanti i vaccini anti-COVID per mostrare ulteriori informazioni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e ha esteso l’elenco di violazioni per false affermazioni sulla pandemia e la campagna di vaccinazione. TikTok ha ampliato lo strumento Know your Facts in Italia, Spagna, Germania, Austria, Francia e Paesi Bassi: lanciato con il report del mese di febbraio, il banner chiede agli utenti un messaggio di verifica prima di condividere un contenuto contrassegnato. In Italia, il numero di video taggati è pari a 1.967, più del triplo rispetto al mese precedente. Infine, Twitter ha applicato un avviso sui tweet che promuovono fonti non comprovate, affermazioni contestate e informazioni incomplete o fuori contesto sui vaccini.

“Combattere la disinformazione sui vaccini contro il COVID-19 è una battaglia comune per raggiungere l’obiettivo di vaccinare il 70 per cento degli europei entro luglio“, ha commentato Thierry Breton, commissario per il Mercato interno. Le piattaforme svolgono un ruolo importante non solo “nel rendere i contenuti autorevoli sull’importanza della vaccinazione”, ma soprattuto “nel limitare la disinformazione che può ostacolare i nostri sforzi collettivi”.

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