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Carta Blu per i lavoratori altamente qualificati dai Paesi terzi, c'è l'accordo tra Consiglio e Parlamento europeo

Carta Blu per i lavoratori altamente qualificati dai Paesi terzi, c'è l'accordo tra Consiglio e Parlamento europeo

Se approvate, le nuove norme introdurranno procedure semplificate per cambiare lavoro nei primi 12 mesi e la possibilità di fare ingresso nell'UE con la propria famiglia. Anche i rifugiati rientreranno tra i soggetti idonei

Bruxelles – Il Consiglio UE e il Parlamento europeo hanno raggiunto l’intesa sulla nuova “Carta Blu”, lo strumento introdotto nel 2009 volto ad attirare sul suolo europeo lavoratori altamente qualificati dal resto del mondo. Con l’accordo le due istituzioni sostengono la proposta fatta dalla Commissione europea nel 2016 per la modifica del quadro giuridico del dispositivo.

Le variazioni, che devono essere approvate ufficialmente da entrambi i legislatori europei, vanno nella direzione di semplificare e rendere più agevole l’ottenimento della Carta Blu UE. Si interviene sulla flessibilità, lasciando spazio a una diminuzione del salario minimo ammesso e alla durata del contratto, ora riducibile fino a sei mesi, per incoraggiare l’ingresso di lavoratori stagionali. Ma si rendono idonei alla candidatura anche i titolari di protezione internazionale. L’obiettivo però è anche quello di trattenere talenti: i lavoratori che si spostano verso l’Unione potranno essere accompagnati dalla loro famiglia e ci sarà una procedura semplificata per cambiare mansione o luogo di lavoro nei primi dodici mesi di soggiorno nell’UE. Allo scatto dell’anno ci si potrà spostare verso un altro Stato UE, condizione che rappresenterà un vantaggio per l’acquisizione di un soggiorno europeo di lungo periodo.

Qualora approvate e una volta in vigore le nuove norme rattopperanno le carenze dello schema inizialmente previsto per la Carta Blu, ma soprattutto contribuiranno a implementare il quadro del Nuovo Patto per l’immigrazione e l’asilo a cui le istituzioni europee stanno lavorando. L’UE vuole dotarsi di migliori capacità nella gestione dei flussi migratori, rimediando al tempo stesso alla scarsità di lavoratori qualificati e all’invecchiamento della popolazione. L’obiettivo è “vincere la competizione con le altre destinazioni nella gara per accaparrarsi talenti”, si legge in un comunicato. Tenterà di farlo, ma sempre nel limite del numero dei migranti che gli Stati saranno disposti ad accogliere.

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